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19 MAGGIO 2022 – Comunicato Stampa –

PIPER ROMA: CHIUSO PER 4 GIORNI CON PROVVEDIMENTO ADOTTATO AI SENSI DELL’ART. 100 T.U.L.P.S. 

Assointrattenimento in completo disaccordo con l’utilizzo coercitivo di tale provvedimento in danno alle discoteche già sufficientemente provate da due anni di chiusura covid.

Anche la discoteca PIPER di Roma, come decine di altri colleghi del settore in tutto il paese,  è stata oggetto di un provvedimento di chiusura che Assointrattenimento ritiene iniquo e inefficace nei principi per i quali è stato redatto.

Il 26 giugno 1931, sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, veniva approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, meglio noto con l’acronimo T.U.L.P.S. Per alcuni storici  questa raccolta di norme di polizia amministrativa, tuttora vigente nel nostro ordinamento repubblicano, rappresentava la piena espressione del regime autoritario al tempo al potere in Italia, poiché in esso si riscontrano tutta una serie di misure di prevenzione che, attuate in via amministrativa, garantivano una maggiore celerità di intervento rispetto ad altre tipologie di norme, cosi da meglio asservire il “potere” nella lotta e nella prevenzione contro i dissidenti politici. 

Tale norma, ancora oggi, cosi dispone: 

Oltre i casi indicati dalla legge, il Questore può sospendere la licenza di un esercizio nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini, o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini. Qualora si ripetano i fatti che hanno determinata la sospensione, la licenza può essere revocata.”

Come può essere agevolmente rilevato, trattasi di una norma che consente l’emissione di provvedimenti dalle conseguenze molto intense nei confronti degli operatori del settore, atteso che produce l’immediata sospensione della licenza con gravi e, talvolta irreparabili, danni alle sottese attività economiche, senza che la responsabilità dell’imprenditore abbia un qualsivoglia rilievo e senza che la piena applicazione dei protocolli di comportamento sottoscritti con il Ministero dell’interno sin dal 2016 e dei conseguenti protocolli sottoscritti a livello provinciale in tutta Italia, siano presi in considerazione prima dell’adozione dei provvedimenti di chiusura.

In effetti, per il consolidato orientamento giurisprudenziale, l’art. 100 non persegue la finalità di sanzionare la condotta soggettiva del gestore dell’esercizio pubblico (che dunque appare irrilevante) ma piuttosto mira a impedire – proprio attraverso la “chiusura” del locale – “il protrarsi di una situazione di pericolosità sociale e, nel contempo, di prevenire il reiterarsi di siffatte situazioni, rendendo consapevoli quei soggetti (o chi si è in ogni caso reso protagonista di comportamenti criminosi e/o intollerabili), in modo da indurre il modificarsi della loro condotta”. 

In altre parole, è misura che colpisce gli avventori e non i gestori, pur tuttavia producendo effetti negativi soprattutto nei confronti di questi ultimi. Pertanto l’interesse del singolo (in questo caso dotato di rilevanza economica) viene per cosi dire “piegato” alle esigenze collettive primarie di tutela della pubblica sicurezza.

Sul piano sostanziale, tale norma dovrebbe poi produrre “un effetto dissuasivo su soggetti ritenuti pericolosi, i quali, da un lato, sono privati di un luogo di abituale aggregazione e, dall’altro, sono avvertiti della circostanza che la loro presenza in detto luogo è oggetto di attenzione da parte delle autorità preposte, indipendentemente dalla responsabilità dell’esercente.”.

Si deve inoltre aggiungere che il potere del Questore- nel valutare i fatti di potenziale pericolo che costituiscono i presupposti per l’emanazione della misura della sospensione della licenza prevista dall’art. 100 – è dotato di ampia discrezionalità, tanto che neppure il Giudice Amministrativo può sindacarne l’esercizio se non nei casi di enorme contraddittorietà ed evidente illegittimità della sottesa motivazione. 

In un tale contesto appare indubbio che il provvedimento di sospensione di un esercizio pubblico ex art. 100 TULPS ha un ampio carattere discrezionale, tuttavia tale discrezionalità richiede, soprattutto nel nostro ordinamento repubblicano, di essere controbilanciata da un adeguato supporto motivazionale nel quale siano indicate espressamente ed idoneamente descritte le ragioni giustificanti l’adozione di una cosi intensa misura nei confronti dell’esercente. 

In conclusione, l’art. 100 T.U.L.P.S. ben potrebbe anche nella mutata realtà sociale odierna, soprattutto a riguardo dei nuovi fenomeni di criminalità organizzata e di terrorismo internazionale, divenire un efficace strumento di tutela della pubblica sicurezza, tuttavia ove fosse utilizzato senza adeguate giustificazione degraderebbe ad inutile manifestazione autoritariache, nell’inerzia di altri più efficaci interventi a disposizione dell’autorità pubblica, provocherebbe e provoca inutili danni economici ai soli esercenti sebbene privi  di qualsivoglia responsabilità. 

Il Presidente

Luciano Zanchi

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18 MAGGIO 2022 – Comunicato Stampa –

A TUTTI GLI OPERATORI DEL SETTORE: Agenzia delle Entrate determina modalità e tempi di assegnazione del contributo a fondo perduto previsto dal d.l. 27 gennaio 2022

È stato finalmente  emesso il provvedimento relativo alle  modalità di ammissione ed ai  termini di presentazione dell’istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2022, n. 25. 

Si invitano tutti gli associati che ne abbiano diritto alla presentazione immediata dell’istanza.

Buon lavoro.

Il Presidente

dott. Luciano Zanchi

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30/04/2022 – DISCOTECHE E SALE DA BALLO – NUOVE REGOLE DAL 1 MAGGIO 2022

In data 28 aprile 2022 è stata emessa ordinanza pubblicata dal Ministro della Salute che produce effetti a partire dal 1° maggio 2022.

Dal 1 maggio 2022 per accedere in discoteche al chiuso  è previsto l’obbligo mascherina FFP2 che devono essere indossate dai clienti e dal personale di servizio se non intenti al ballo o alla consumazione di alimenti e bevande. Decadono invece dal 1 maggio 2022 l’obbligo di richiedere il “Green Pass” rafforzato per l’accesso e la limitazione della capienza previsti dal D.L. del 24 marzo 2022 che esaurisce i suoi effetti in data di oggi 30 aprile 2022.





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Roma, 28 aprile 2022 – Comunicato Stampa –

Si è riunita in data odierna l’Assemblea Capitolina per deliberare le nuove tariffe TARI per l’anno 2022. Il tema molto sensibile alla categoria è stato oggetto di una lunga trattativa ed oggi si è conclusa con l’approvazione di una tariffa giusta ed equa che riallinea il nostro settore a quello dei luoghi della cultura. 

Oggi si è riunita l’Assemblea Capitolina indetta per l’approvazione delle tariffe TARI per l’anno 2022. Vista la chiusura delle attività in questi due lunghi anni di pandemia, Asso Intrattenimento ha condotto una dura e costruttiva trattativa per ottenere l’esenzione della tariffa sulle superfici destinate al ballo.  Oggi l’associazione e i locali da ballo di tutta Roma hanno ottenuto un risultato storico e di portata nazionale. Infatti la tariffa, approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale, che negli anni passati ha raggiunto anche picchi di 27 euro a metro quadro, è scesa a 8 euro sia  per le discoteche che per le sale da ballo.

 Il presidente di Asso Intrattenimento Lazio, Giancarlo Bornigia, ha dichiarato che: “L’industria dell’intrattenimento, che svolge la propria attività nelle sale da ballo e nelle discoteche, deve essere considerata alla stregua dei luoghi associati per antonomasia alla cultura come i Cinema e Teatri. Il nostro settore è stato per anni penalizzato da vari pregiudizi ed è arrivato il momento di eliminarli dall’immaginario collettivo per costruire un futuro di eguali opportunità e di sviluppo. Il mondo del ballo e della musica sono parte piena e integrata della cultura di un paese!”.  

I membri dell’associazione romana di Asso Intrattenimento ringraziano  tutti i consiglieri comunali in particolare gli onorevoli Erica Battaglia, Giammarco Palmieri, Lorenzo Marinone, l’onorevole di Italia Viva Valerio Casini, gli onorevoli di Fratelli d’Italia in particolare Federico Rocca e Fabio Schiuma quelli della Lega Simonetta Matone e  Fabrizio Santori in quanto si sono tutti dimostrati favorevoli all’emendamento che ha finalmente, calmierato il costo della raccolta dei rifiuti all’interno dei nostri locali.

Adesso rimaniamo in attesa di vedere risorgere il protocollo “Green Discoteque” siglato nel 2013 con il comune di Roma in modo da incentivare la raccolta differenziata del vetro, della plastica e del cartone nell’ ottica della cosiddetta “Economia Circolare”.  

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28 marzo 2022 – COMUNICAZIONE AGLI ASSOCIATI – RECESSO SOUNDREEF LTD DALL’ACCORDO CON S.I.A.E.

Si comunica che a far data dal 1 luglio 2022Soundreef  amministrerà direttamente il proprio repertorio di opere musicali. 

E’ dunque superato l’accordo raggiunto nel complesso mercato dell’intermediazione dei diritti d’autore  SIAE/SOUNDREEF/LEA del 10 aprile 2019.

Ciò comporterà certamente una ulteriore richiesta di licenza oltre a quella di S.I.A.E. dovendo, l’utilizzatore professionale,  preventivamente individuare i brani musicali che si andranno ad utilizzare in ogni manifestazione, verificando sui siti le opere o quote di opere amministrate da ciascuna società: non è escluso che nel prossimo futuro, oltra a Soundreef possano presentarsi anche altri detentori di diritti, al fine di percepire i propri compensi.  

L’intermediazione dei diritti d’autore era amministrata dai vari uffici competenti di S.I.A.E. e da ultimo è stata resa ancora più complessa con il D.lgs  15 marzo 2017, n. 35 in attuazione della direttiva 2014/26/UE sulla gestione dei diritti d’autore e dei diritti connessi: tale norma prevede, infatti, che in luogo del tradizionale ed unico interlocutore S.I.A.E. sono individuati altri soggetti OGC (Organismi di Gestione Collettiva) ed ECG (Enti di Gestione Collettiva).

Ne deriva che gli organizzatori degli eventi spettacolistici hanno l’obbligo di verifica  della presenza nelle esecuzioni di opere musicali in tutto o in parte di opere amministrate dalle sopraccitate entità. 

Normalmente l’esercente è difficilmente in grado di adempiere a questo tipo di obbligo: tuttavia in caso di violazione agli obblighi sopraccitati, risponde in prima persona di illecito penale e civile ai sensi dell’art. 41 D:Lgs 35/2017 che prevede la sanzione da € 20.000 a € 100.000 in caso di mancato inserimento nel programma musicale compilato per la serata anche di un solo brano di quelli eseguiti.

Assointrattenimento ha individuato un agenzia esterna per assistere gli associati che avessero necessità di consulenza a un costo decisamente contenuto.

Per maggiori informazioni contattare la nostra segreteria al n. 0372/800247

Buon lavoro.

Il Presidente

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4 febbraio 2022 – COMUNICATO STAMPA – LE DISCOTECHE E LE SALE DA BALLO CHIEDONO AL GOVERNO LA RIAPERTURA SENZA RESTRIZIONI.

E’ necessario il ritorno alla normalità e la fine della discriminazione fin qui attuata nei confronti delle discoteche e delle sale da ballo.

Le maggiori associazioni nazionali di Categoria del settore Intrattenimento, Silb/Fipe e Assointrattenimento/Federturismo Confindustria, chiedono con  voce unanime che le discoteche e le sale da ballo siano riammesse  alla loro naturale funzione imprenditoriale e sociale. Basta con restrizioni che non hanno prodotto alcun risultato se non un incalcolabile danno economico e sociale. 

E’ necessario che al nostro settore sia restituita dignità, sia consentita la ripresa dell’attività  e venga tolta la  limitazione della capienza al 50% del consentito  così come da tempo disposto per cinema e teatri.

E’ ormai certo che le discoteche e le sale da ballo non sono le responsabili dei contagi da Covid-19 mentre invece sono continuamente discriminate dalle norme restrittive emanate in più fasi dal governo.

Con ogni probabilità siamo giunti all’ultimo atto prima del fallimento di un intero settore che occupava circa  90.000 addetti ed altrettanti collaboratori per l’indotto (personale della sicurezza, musicisti, artisti, parcheggiatori, personale addetto allo spettacolo, driver, pubblic relator, D.J, Light J.). Il 30% delle imprese ha chiuso i battenti: 1000 aziende cancellate  e 30.000 dipendenti a spasso

In questi 24 mesi ne abbiamo viste di tutti i colori: non si balla, si consumano pasti e bevande solo seduti, ci si siede solo in 4 ogni tavolo, si fa quello che si vuole se ci si dichiara conviventi, mascherina no seduti, mascherina si in piedi, ingresso con green pass al chiuso, ingresso senza green pass all’aperto, e chi più ne ha più ne metta.

Trattasi di norme inapplicabili, a volte contraddittorie e schizofreniche  ma soprattutto discriminatorie verso un  settore che lavora e produce. E’  in atto una discriminazione al settore intrattenimento che non ha precedenti. Evidentemente il governo, considerando questo settore inconsistente e assolutamente secondario per le strategie industriali della Nazione, intende affossarlo e sacrificarlo in nome del bene della pluralità.

Mai nessuna scelta potrebbe essere così scellerata! I nostri giovani ed anche i meno giovani si nutrono della socialità che il nostro settore esprime. E’ ormai di pubblica evidenza il malessere dei giovani, che si esprimono con azioni al di fuori della normalità vedi rave party (incapaci di essere fermati dalle istituzioni) e risse organizzate attraverso i social network, ancorché in ritrovi in strutture perivate non agibili a pubblico spettacolo, in piazze e pubbliche vie per dare sfogo alla volontà di socializzazione.

Ancora:  nonostante i divieti di apertura delle nostre strutture, assistiamo a trasmissioni televisive  in diretta Nazionale, precisamente al teatro Petruzzelli e il 31 dicembre 2021 e al teatro Ariston di Sanremo , con teatro pieno e gente che balla. Questi comportamenti non siano mai più consentiti in costanza della chiusura obbligatoria delle discoteche dunque dei locali  di pubblico Spettacolo per legge preposti a questa particolare tipologia  di attività.

E’ inoltre indispensabile  che il Governo ascolti gli imprenditori dell’intrattenimento e che ponga in essere immediatamente le seguenti azioni:

  1. Risarcimento di tutti i danni subiti dal settore quale conseguenza dell’adozione della ulteriore chiusura fino al 10 febbraio disposta da un ordinanza del Ministro della Salute Speranza, con particolare attenzione al credito d’imposta sul pagamento degli affitti come per il comparto alberghiero (non chiuso come le discoteche ma ammesso al beneficio dal “ristori ter”);
  2. divieto assoluto  di tutte le attività di spettacolo che avvengano in bar e ristoranti o altri luoghi con l’attuazione di pene severe per i gestori che agiscono in abuso alle autorizzazioni detenute;
  3. che le nostre aziende siano inserite nel PNRR alla pari dei teatri e dei cinema dei quali sono parte integrante essendo aziende che vivono di arte e di cultura, abbandonando i preconcetti contrari a promuovere il  nostro settore ad elemento significativo di progresso sociale per giovani e meno giovani. La musica è cultura!

Il Presidente Nazionale Assointrattenimento f.to  Luciano Zanchi

Il Presidente Nazionale Silb  f.to Maurizio Pasca

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1° febbraio 2022 – Comunicato Stampa – LE DISCOTECHE E LE SALE DA BALLO POTRANNO RIAPRIRE DALL’11 FEBBRAIO 2022

Il settore intrattenimento potrà finalmente riaprire i locali dal giorno 11 febbraio 2022

Gli imprenditori, gli uomini e le donne che vivono di questo lavoro, sono stati profondamente lesi nella dignità oltre che nell’orgoglio.

Speriamo vivamente che ora ci sia un cambio di rotta nell’adottare maggiore rispetto per le imprese e per i lavoratori del pubblico spettacolo: in questa occasione, a differenza del 24 dicembre 2021, siamo stati quantomeno informati della possibilità di riaprire le nostre aziende con 10 giorni di anticipo. Sempre che ciò corrisponda al vero e che non vi siano sorprese in ordine ad ulteriori proroghe.  

Le strategie del Governo appaiono confuse, talvolta schizofreniche e soprattutto inconsistenti nel risolvere i problemi creati al nostro settore dalla Pandemia.  

L’atteggiamento tenuto nei nostri confronti sembra essere persecutorio ed irragionevole, atteso che, nella realtà, le attività di intrattenimento e di ballo non si sono affatto fermate ma si sono semplicemente trasferite in altri luoghi. 

Sembra essere in atto una vera e propria discriminazione nei confronti del settore discoteche.

Le aziende hanno chiuso non per loro colpa o per incapacità, ma per mano del Governo: è necessario pertanto idoneamente risarcirle. Gli indennizzi fino ad oggi ricevuti sono ridicoli se rapportati agli ingenti danni subiti.

Il lavoro, i sacrifici e l’impegno di una vita si sono, in un attimo, dissolti: 1000 aziende dell’intrattenimento sono state costrette a chiudere negli ultimi 2 anni.

È in definizione una Class Action per ottenere un effettivo risarcimento. Per aderirvi contattare la nostra segreteria.

Il Presidente Assointrattenimento

Luciano Zanchi

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Comunicato Stampa CONFINDUSTRIA – ASSOINTRATTENIMENTO * SILB – FIPE *AISS* ANPAD * OBIS: basta scaricare il peso della pandemia sulle aziende dello Spettacolo: gli imprenditori, ormai allo stremo, chiedono risposte!

Con ogni probabilità siamo giunti all’ultimo atto prima del fallimento di un intero settore che occupa circa 200.000 addetti e conta oltre 3.000 imprese sopravvissute alla schizofrenica gestione della crisi pandemica degli ultimi due anni dei nostri governanti.Dal 25 Dicembre fino al 31 Gennaio le discoteche, i club, le sale da ballo e tutta la filiera dell’Intrattenimento saranno infatti costrette alla chiusura, così come sancito dal Decreto Legge adottato dal Governo a poche ore dal giorno di Natale.Niente discoteca neppure con la terza dose (e dire che l’enfatizzazione di questa ennesima vaccinazione è a dir poco assordante). Tutti gli sforzi delle nostre imprese per riaprire sono stati vani, la programmazione delle nostre aziende cancellata senza alcun preavviso!Siamo profondamente delusi dalle scelte del Governo, sempre più alla deriva delle proprie improvvisazioni, incapace di programmare strategie mediante l’adozione di norme chiare ed efficaci e sordo al confronto con le associazioni di categoria che, loro malgrado, conoscono le sottese problematiche.È ormai improcrastinabile che il Governo ascolti gli imprenditori e ponga in essere immediatamente le misure necessarie a sostenere il settore, risarcendo subito tutti i danni subiti e subendi in conseguenza dell’adozione del nuovo Decreto. Va inoltre garantita l’uguaglianza di trattamento, vietando similmente le attività di spettacolo anche all’interno di bar, ristoranti, stabilimenti balneari, alberghi o club privati, affinché non si determinino situazioni di sperequazione. Le quali, tra l’altro, vanificherebbero l’obiettivo primario di questo provvedimento, identificato nella tutela della salute pubblica. Il risarcimento dovrà inoltre essere elargito in modo semplice e rapido, in favore di tutte le aziende titolari di Licenze ex art.68 del T.U.L.P.S abilitante al pubblico spettacolo e alle aziende dell’indotto che, attive al 22 Dicembre 2021, abbiano come core-business il mondo dell’intrattenimento (ex art. 134 T.U.L.P.S. con estensione per addetti ai servizi di controllo nel pubblico spettacolo), nonché ai loro dipendenti. Questo senza quindi far ricorso agli inattendibili Codici ATECO.Auspichiamo inoltre la tempestiva convocazione di un tavolo di lavoro permanente, che riunisca le principali e più rappresentative attività del mondo dell’intrattenimento e dello spettacolo, così duramente colpite da questo nuovo provvedimento. Questo al fine sia di ottimizzare i ristori sia di pianificare al meglio la ripartenza. È grave che il Governo, da una parte, sproni giustamente la campagna vaccinale mentre dall’altra lo stesso Ministro della Salute, sostenendo la chiusura delle discoteche, metta in dubbio l’efficacia di vaccini e tamponi (siano essi antigenici rapidi  o molecolari). Se la loro idea è quella di rinchiuderci ancora a casa, ben distanziati e in rigorosa apprensione, la nostra risposta è NO!. 28 Dicembre 2021

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24 dicembre 2021 – COMUNICATO STAMPA ANCORA UNA VOLTA LE IMPRESE “DISCOTECA” CHIAMATE AL SACRIFICIO

Con ogni probabilità siamo giunti all’ultimo atto prima del fallimento di un intero settore che occupa 90.000 addetti e conta 2000 imprese sopravvissute alla schizofrenica gestione della crisi pandemica  degli ultimi due anni dei nostri governanti.

Dalla stampa si apprende, (a tutt’ora manca la  pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), che dal 30 dicembre fino al 31 gennaio le discoteche saranno costrette alla chiusura cosi come sancito da un imminente Decreto Legge adottato dal Governo a poche ore dal giorno di Natale.

Niente discoteca neppure con la terza dose (e dire che l’enfatizzazione di questa  ennesima vaccinazione è a dir poco assordante). 

Tutti gli sforzi delle nostre imprese per riaprire sono stati vani, la programmazione delle nostre aziende cancellata senza alcun preavviso!

Siamo profondamente delusi dalle scelte del Governo, sempre più alla deriva delle proprie improvvisazioni, incapace  di programmare strategie mediante l’adozione di norme chiare ed efficaci e sordo al confronto con le associazioni di categoria che, loro malgrado, conoscono le sottese  problematiche. 

E’ adesso  indispensabile  che il Governo ascolti gli imprenditori e che ponga in essere immediatamente le seguenti azioni:

  1. immediato risarcimento di tutti i danni  subiti e subendi al settore quale conseguenza dell’adozione del nuovo DL; 
  2. divieto assoluto  di tutte le attività di spettacolo che avvengano in bar e ristoranti o altri luoghi durante tutto il periodo di chiusura delle discoteche;
  3.  Il risarcimento dovrà essere elargito  in modo rapido in favore di TUTTE le aziende titolari di Licenza di Pubblica Sicurezza abilitante al pubblico spettacolo con locale attivo al 22 dicembre 2021 e non utilizzando gli inattendibili Codici ATECO.

È assolutamente grave che lo stesso Governo e, in primis, il Ministro della Salute, non credano all’efficacia della prima, della seconda e della terza dose dei vaccini e neppure abbiano fiducia nei tamponi (siano essi antigenici rapidi  o molecolari) la loro idea è chiara: state a casa, ben distanziati ed in rigorosa apprensione. 

Cade dunque l’iniziale indicazione secondo cui, così come scritto nella bozza circolata fino a ieri, “L’accesso alle sale da ballo, discoteche e locali assimilati, dove si svolgono eventi o feste comunque denominate, aperti al pubblico, è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una certificazione verde Covid-19, rilasciata a seguito della somministrazione della dose di richiamo successivo al ciclo vaccinale primario”.

A breve vi aggiorneremo sulle iniziative che Assointrattenimento intende assumere in difesa del nostro comparto produttivo.

  Il Presidente

Luciano Zanchi