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Lettera ai nostri Associati

ASSOINTRATTENIMENTO
LE TRE FASI PER LA RIPRESA DEL NOSTRO SETTORE
 

Lettera del Presidente Zanchi a tutti gli associati 


Cari colleghi,
l’allarmante situazione causata dall’epidemia del Coronavirus in Italia, oltre alle gravi conseguenze sulla salute delle persone, sta producendo gravissime ripercussioni economiche sulle imprese dell’intrattenimento. 
In poco più di 24 ore, le nostre aziende, costantemente impegnate nell’offrire la migliore professionalità e il più alto livello di sicurezza ai nostri avventori, nonostante gli enormi sacrifici ed esborsi economici che la nostra categoria, da tempo, è costretta a subire, sono state immediatamente immolate sull’altare dell’emergenza, ancora una volta subito tacciate come il crogiolo di tutti i mali e, come sempre, subito costrette a chiudere ogni attività.
Lungi da me qualsivoglia intento polemico in questo contesto profondamente drammatico, sono assolutamente consapevole che stiamo vivendo un evento epocale, inedito, che solo alcuni mesi orsono nemmeno era immaginabile. Tuttavia nel mio ruolo istituzionale devo anche prendere delle posizioni e difendere, con fermezza, la nostra categoria soprattutto davanti a scelte normative che più delle volte evidenziano strategie improvvisate frutto di una palese carenza di cultura giuridica e di spirito delle istituzioni. 
Avevamo delle grandi aspettative a riguardo degli aiuti governativi promessi al nostro settore ma, quando il D.L. del 17 marzo è stato pubblicato, ci siamo resi conto come lo Stato non ha assolutamente compreso l’emergenza nella quale si trovano le nostre aziende.
In questo momento tuttavia è necessario agire con rigore e lucidità, non dobbiamo disperdere energie e risorse, anche perché l’emergenza sarà ancora lunga e insidiosa, e pertanto invito tutti gli associati ad assumere una atteggiamento responsabile e di fattiva collaborazione al fine di operare una effettiva sinergia con l’associazione indirizzando al mio e-mail personale presidente@assointrattenimento.it, tutti i suggerimenti, le iniziative e le proposte che si ritengano più opportune ed efficaci.  
Sotto il profilo operativo, io e i miei collaboratori abbiamo attuato una precisa strategia che si sviluppa nelle seguenti 3 fasi operative: 1° Fase: Informativa – massimo impegno diretto a rappresentare alle istituzioni, affinché ne divengano pienamente consapevoli, dell’enorme difficoltà e degli irreversibili danni subiti e subendi dalla nostra categoria a seguito della sospensione delle attività di pubblico spettacolo; 
2° Fase: Ricognitiva e di confronto – studio, analisi e predisposizione di emendamenti ai provvedimenti governativi, da attuarsi anche mediante incontri e confronti con le autorità preposte e le forze politiche, al fine di individuare ed evidenziare tutte le criticità, le omissioni e le lacune contenute nei citati provvedimenti in ordine all’assenza di idonee garanzie ed effettivi aiuti al nostro settore; 
3° Fase: Propositiva – individuazione e proposizione di concrete soluzioni al governo in materia fiscale e amministrativa, anche rivolte a risolvere le problematiche che, da anni, sono da noi state più volte evidenziate e denunciate. 
*
La prima fase è già stata ampiamente esaurita mediante numerosi incontri con le forze politiche e con le istituzioni. Sono state dettagliatamente rappresentate, unitamente a Confindustria, le necessità immediate del nostro settore. Abbiamo infatti presentato ai ministeri competenti, già nei primi giorni di marzo, uno studio analitico sulle nostre aziende, evidenziando il numero degli addetti impiegati nell’intrattenimento oltre a fornire una precisa stima delle perdite provocate dalla sospensione delle nostre attività. 
Questa strategia ha già ottenuto risultati concreti, posto che siamo riusciti a far si che i sostegni governativi al settore turismo – in un primo momento destinati solo agli alberghi, ai tour operator e alle agenzie viaggi – fossero estesi anche nei confronti delle nostre aziende. Proprio per questa opera di persuasione nel DL 17 marzo 2020 n. 18, come espressamente richiesto al Governo da ASSOINTRATTENIMENTO, il nostro settore è stato quindi ricompreso nelle agevolazioni.
*
La seconda fase, tuttora in atto, è un importante lavoro di studio, operato congiuntamente con Confindustria, rivolto alla presentazione di emendamenti al D.L. del 17 marzo (che dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni se avvallato dal Parlamento) aventi ad oggetto i seguenti aspetti:
(i) canoni di locazione – si richiede un credito d’imposta del 60% su quanto versato nel corso del 2020 per l’utilizzo di tutti gli immobili in locazione e destinati al Pubblico Spettacolo;
(ii) sospensione del pagamento degli affitti, delle pigioni, compresi i canoni demaniali e degli oneri assimilati per tutta la durata dell’emergenza, anche attraverso uno specifico intervento normativo che inibisca azioni da parte dei locatori per tutte le aziende che risultassero morose a causa della sospensione della propria attività di pubblico spettacolo;  
(iii) sospensione del versamento delle imposte e delle tasse per l’anno 2020;
(iv) sospensione degli adempimenti fiscali e contributivi per l’anno 2020;
(v) sospensione dei mutui e di tutte le altre tipologie di finanziamento, unitamente all’inibizione agli istituti di credito della possibilità di revocare affidamenti di conto e/o linee di credito, il tutto con proroga al 31/12/2020; 
(vi) possibilità di accedere a nuove linee di credito, al fine di assicurare quella liquidità indispensabile per la sopravvivenza delle nostre aziende;  
(vii) sburocratizzazione mediante la possibilità di compilazione e inoltro delle domande di CIG semplificate, per l’accesso alla cassa integrazione salari in favore dei nostri dipendenti;
(viii) semplificazione e velocizzazione delle procedure per i rimborsi I.V.A. a credito alle aziende.
Nella giornata di ieri, è inoltre stato preannunciato dal Presidente Conte l’imminente emissione di nuovo D.L. con previsione di ingenti aiuti per i settori economici italiani: terremo alta la guardia perché il nostro settore non sia escluso dai futuri provvedimenti.
In particolare, sarà nostra priorità far comprendere al Governo e alle istituzioni tutte che il Pubblico Spettacolo si differenzia da altri settori per la peculiarità dell’attività ad esso collegata che riguarda direttamente l’aspetto aggregativo, sociale ed interpersonale dei soggetti. Le nostre aziende non producono beni materiali ma forniscono divertimento e benessere che coinvolge quindi l’emotività delle persone profondamente turbata dalla situazione drammatica che qui stiamo vivendo. 
Dunque la ripresa delle nostre aziende sarà ovviamente più complessa e lunga, dovendo attendere che la società si riprenda dai lutti e dai traumi che sta attualmente subendo e, pertanto, le istituzioni dovranno necessariamente tenere conto di questo specifico aspetto cosi prevedendo particolari e adeguati interventi per il nostro settore. *
La terza fase sarà invece orientata a ribadire al Governo le annose criticità, da anni rappresentate da ASSOINTRATTENIMENTO, e purtroppo non ancora risolte.
Il settore dell’intrattenimento notturno necessita di un intervento straordinario dello Stato per evitare l’estinzione. Tale intervento deve svilupparsi su due fronti fondamentali: la Fiscalità e l’aspetto Amministrativo.
A) FISCALITÀ
Per la resurrezione delle nostre imprese servono interventi di intenso coraggio che individuino provvedimenti del Governo incisivi e efficaci per gli imprenditori quali:
1) Riduzione dell’aliquota IVA dal 22% a quella agevolata del 10%;
2) abolizione dell’anacronistica Imposta sugli Intrattenimenti oggi pari al 16%;
3) certificazione dei corrispettivi con il solo scontrino fiscale, eliminando tutte le criticità tecniche ed economico-commerciali connesse ai misuratori fiscali evidenziate nell’art. 3, comma 3 bis del D.L. 31 gennaio 2005 n. 7, convertito dalla legge 31 marzo n. 43 e ben note all’Agenzia delle Entrate, come da circolare esplicativa n. 37 e non superate nonostante siano trascorsi oltre 12 anni dalla definitiva entrata in vigore dei misuratori fiscali (2 aprile 2005);
4) nuova regolamentazione dei compiti e dei poteri della SIAE: 
a) nessun altro settore riguardante l’esercizio di attività commerciali, industriali, agricole, artistiche o professionali è sottoposto a continue verifiche durante ogni singola giornata di attività. È necessaria un’immediata riforma specialmente per quanto riguarda i poteri di accesso e la loro frequenza, nel rispetto del principio di cooperazione fra amministrazione e contribuente;
b) in ordine al il rilascio del Permesso ad eseguire Pubblici Trattenimenti, obbligo alla Siae di richiedere preventivamente copia delle licenze di Pubblico Spettacolo di cui all’art 68 del TULPS a tutti gli organizzatori di serate musicali;
c) orientare l’azione della SIAE al fine che divenga priva di inutili pretestuosità legate al maggiore incasso di altri diritti utilizzando una posizione dominante favorita dall’attuale Convenzione S.I.A.E.- Ministero delle Finanze. B) ASPETTO AMMINISTRATIVO
È necessario rifondare l’intero assetto normativo del nostro settore. 
L’odierno ordinamento giuridico si contraddistingue per la presenza di migliaia e migliaia di norme, tuttavia questa circostanza non esclude che spesso, in alcuni campi, la normativa vigente presenti ancora delle gravi lacune e delle oggettive carenze. Infatti l’organizzazione di feste abusive e l’eccessivo permissivismo delle pubbliche amministrazioni soprattutto in ambito comunale, provinciale e regionale, sta gravemente ledendo gli interessi della nostra categoria e sta anche aprendo delle vere e proprie voragini di illegalità̀ soprattutto nel mondo dei locali notturni. 
Per anni si è voluto vedere solo nella discoteca azienda la ragione di tutti i mali. Un colpo per volta amministratori e politici hanno demolito la possibilità̀ che esistessero aziende della notte, sane e condotte con professionalità.  
Il risultato è che oggi i ragazzi trovano l’effetto “movida” dappertutto: sulle spiagge, in locali (bar, ristoranti e circoli privati) dove si effettua intrattenimento e spettacolo in modo abusivo, in feste non autorizzate, nelle piazze delle città divenute in gran parte teatro di veri e propri rave-party ogni sabato sera. Di conseguenza il marketing criminoso della droga è l’illegalità diffusa sono aumentati a dismisura e la cultura dello sballo è divenuta uno stile di vita. 
Senza una rete di aziende sane e profittevoli il contesto della notte rimarrà nelle mani di soggetti improvvisati e di una ritualità a rischio. Solo la discoteca azienda può costituire un avamposto per controllare da vicino e in tempo reale le tattiche criminose di chi, seguendo la strada della musica, vuole in realtà fare business sulla pelle dei giovani. 
Si deve, una volta per tutte stabilire chi fa e cosa! 
È assolutamente necessario, sia sotto il profilo degli orari, della capacità organizzativa di eventi musicali e di assembramento ed aggregazione dei nostri giovani, che il “Pubblio Spettacolo” avvenga solo in luoghi sicuri e non certamente nei bar e nei ristoranti.
Ciò non era tecnicamente possibile fino a qualche anno fa in quanto i locali di somministrazione terminavano la propria attività alle ore 24 durante la settimana ed alle ore 01,00 nei week end. Infatti l’apertura degli stessi era prevista dal mattino presto alla tarda sera, ritenendosi che tali esercizi avessero esaurientemente svolto la propria funzione sia commerciale che sociale. 
Al contrario oggi esistono esercizi che iniziano la loro attività alle ore 5 del mattino con le colazioni e procedono a ritmo continuo fino alle ore 3/4 del mattino successivo, travestendosi al bisogno in discoteche e non rispettando i requisiti di igiene, di solidità e di sicurezza che sono doverosamente imposti dalla legge. 
Ciò non è più tollerabile. 
Cremona, 26 marzo 2020
Il Presidente Nazionale 
Luciano Zanchi      

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Nuovo Decreto Legge in vigore da oggi

DECRETO-LEGGE 25 marzo 2020, n. 19  
Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00035) (GU Serie Generale n.79 del 25-03-2020)
Entrata in vigore del provvedimento: 26/03/2020

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; 
Visto l’articolo 16 della Costituzione, che consente limitazioni
della liberta’ di circolazione per ragioni sanitarie; 
Tenuto conto che l’organizzazione mondiale della sanita’ ha
dichiarato la pandemia da COVID-19; 
Preso atto dell’evolversi della situazione epidemiologica, del
carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e dell’incremento
dei casi e dei decessi notificati all’Organizzazione mondiale della
sanita’; 
Ritenuta la straordinaria necessita’ e urgenza di emanare nuove
disposizioni per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19,
adottando adeguate e proporzionate misure di contrasto e contenimento
alla diffusione del predetto virus; 
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione del 24 marzo 2020; 
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del
Ministro della salute, di concerto con i Ministri della giustizia e
dell’economia e delle finanze; 

Emana 
il seguente decreto-legge: 

Art. 1 

Misure urgenti per evitare la diffusione del COVID-19 

1. Per contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla
diffusione del virus COVID-19, su specifiche parti del territorio
nazionale ovvero, occorrendo, sulla totalita’ di esso, possono essere
adottate, secondo quanto previsto dal presente decreto, una o piu’
misure tra quelle di cui al comma 2, per periodi predeterminati,
ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e
modificabili anche piu’ volte fino al 31 luglio 2020, termine dello
stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri
del 31 gennaio 2020, e con possibilita’ di modularne l’applicazione
in aumento ovvero in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico
del predetto virus. 
2. Ai sensi e per le finalita’ di cui al comma 1, possono essere
adottate, secondo principi di adeguatezza e proporzionalita’ al
rischio effettivamente presente su specifiche parti del territorio
nazionale ovvero sulla totalita’ di esso, una o piu’ tra le seguenti
misure: 
a) limitazione della circolazione delle persone, anche prevedendo
limitazioni alla possibilita’ di allontanarsi dalla propria
residenza, domicilio o dimora se non per spostamenti individuali
limitati nel tempo e nello spazio o motivati da esigenze lavorative,
da situazioni di necessita’ o urgenza, da motivi di salute o da altre
specifiche ragioni; 
b) chiusura al pubblico di strade urbane, parchi, aree gioco,
ville e giardini pubblici o altri spazi pubblici; 
c) limitazioni o divieto di allontanamento e di ingresso in
territori comunali, provinciali o regionali, nonche’ rispetto al
territorio nazionale; 
d) applicazione della misura della quarantena precauzionale ai
soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di
malattia infettiva diffusiva o che rientrano da aree, ubicate al di
fuori del territorio italiano; 
e) divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o
dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena perche’
risultate positive al virus; 
f) limitazione o divieto delle riunioni o degli assembramenti in
luoghi pubblici o aperti al pubblico; 
g) limitazione o sospensione di manifestazioni o iniziative di
qualsiasi natura, di eventi e di ogni altra forma di riunione in
luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico,
sportivo, ricreativo e religioso; 
h) sospensione delle cerimonie civili e religiose, limitazione
dell’ingresso nei luoghi destinati al culto; i) chiusura di cinema, teatri, sale da concerto sale da ballo,discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi o altri analoghi luoghidi aggregazione; l) sospensione dei congressi, di ogni tipo di riunione o evento
sociale e di ogni altra attivita’ convegnistica o congressuale, salva
la possibilita’ di svolgimento a distanza; 
m) limitazione o sospensione di eventi e competizioni sportive di
ogni ordine e disciplina in luoghi pubblici o privati, ivi compresa
la possibilita’ di disporre la chiusura temporanea di palestre,
centri termali, sportivi, piscine, centri natatori e impianti
sportivi, anche se privati, nonche’ di disciplinare le modalita’ di
svolgimento degli allenamenti sportivi all’interno degli stessi
luoghi; 
n) limitazione o sospensione delle attivita’ ludiche, ricreative,
sportive e motorie svolte all’aperto o in luoghi aperti al pubblico; 
o) possibilita’ di disporre o di affidare alle competenti
autorita’ statali e regionali la limitazione, la riduzione, la
sospensione o la soppressione di servizi di trasporto di persone e di
merci, automobilistico, ferroviario, aereo, marittimo, nelle acque
interne, anche non di linea, nonche’ di trasporto pubblico locale; 
p) sospensione dei servizi educativi per l’infanzia di cui
all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e delle
attivita’ didattiche delle scuole di ogni ordine e grado, nonche’
delle istituzioni di formazione superiore, comprese le universita’ e
le istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di
corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e
universita’ per anziani, nonche’ i corsi professionali e le attivita’
formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali
e da soggetti privati, o di altri analoghi corsi, attivita’ formative
o prove di esame, ferma la possibilita’ del loro svolgimento di
attivita’ in modalita’ a distanza; 
q) sospensione dei viaggi d’istruzione, delle iniziative di
scambio o gemellaggio, delle visite guidate e delle uscite didattiche
comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di
ogni ordine e grado sia sul territorio nazionale sia all’estero; 
r) limitazione o sospensione dei servizi di apertura al pubblico
o chiusura dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di
cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio,
di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonche’
dell’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o
gratuito a tali istituti e luoghi; 
s) limitazione della presenza fisica dei dipendenti negli uffici
delle amministrazioni pubbliche, fatte comunque salve le attivita’
indifferibili e l’erogazione dei servizi essenziali prioritariamente
mediante il ricorso a modalita’ di lavoro agile; 
t) limitazione o sospensione delle procedure concorsuali e
selettive finalizzate all’assunzione di personale presso datori di
lavoro pubblici e privati, con possibilita’ di esclusione dei casi in
cui la valutazione dei candidati e’ effettuata esclusivamente su basi
curriculari ovvero con modalita’ a distanza, fatte salve l’adozione
degli atti di avvio di dette procedure entro i termini fissati dalla
legge, la conclusione delle procedure per le quali risulti gia’
ultimata la valutazione dei candidati e la possibilita’ di
svolgimento dei procedimenti per il conferimento di specifici
incarichi; 
u) limitazione o sospensione delle attivita’ commerciali di
vendita al dettaglio, a eccezione di quelle necessarie per assicurare
la reperibilita’ dei generi agricoli, alimentari e di prima
necessita’ da espletare con modalita’ idonee ad evitare assembramenti
di persone, con obbligo a carico del gestore di predisporre le
condizioni per garantire il rispetto di una distanza di sicurezza
interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il
rischio di contagio; 
v) limitazione o sospensione delle attivita’ di somministrazione
al pubblico di bevande e alimenti, nonche’ di consumo sul posto di
alimenti e bevande, compresi bar e ristoranti; 
z) limitazione o sospensione di altre attivita’ d’impresa o
professionali, anche ove comportanti l’esercizio di pubbliche
funzioni, nonche’ di lavoro autonomo, con possibilita’ di esclusione
dei servizi di pubblica necessita’ previa assunzione di protocolli di
sicurezza anti-contagio e, laddove non sia possibile rispettare la
distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a
prevenire o ridurre il rischio di contagio come principale misura di
contenimento, con adozione di adeguati strumenti di protezione
individuale; 
aa) limitazione allo svolgimento di fiere e mercati, a eccezione
di quelli necessari per assicurare la reperibilita’ dei generi
agricoli, alimentari e di prima necessita’; 
bb) specifici divieti o limitazioni per gli accompagnatori dei
pazienti nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e
accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS); 
cc) limitazione dell’accesso di parenti e visitatori a strutture
di ospitalita’ e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA),
hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per
anziani, autosufficienti e non, nonche’ agli istituti penitenziari ed
istituti penitenziari per minorenni; 
dd) obblighi di comunicazione al servizio sanitario nazionale nei
confronti di coloro che sono transitati e hanno sostato in zone a
rischio epidemiologico come identificate dall’Organizzazione mondiale
della sanita’ o dal Ministro della salute; 
ee) adozione di misure di informazione e di prevenzione rispetto
al rischio epidemiologico; 
ff) predisposizione di modalita’ di lavoro agile, anche in deroga
alla disciplina vigente; 
gg) previsione che le attivita’ consentite si svolgano previa
assunzione da parte del titolare o del gestore di misure idonee a
evitare assembramenti di persone, con obbligo di predisporre le
condizioni per garantire il rispetto della distanza di sicurezza
interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il
rischio di contagio; per i servizi di pubblica necessita’, laddove
non sia possibile rispettare tale distanza interpersonale, previsione
di protocolli di sicurezza anti-contagio, con adozione di strumenti
di protezione individuale; 
hh) eventuale previsione di esclusioni dalle limitazioni alle
attivita’ economiche di cui al presente comma, con verifica caso per
caso affidata a autorita’ pubbliche specificamente individuate. 
3. Per la durata dell’emergenza di cui al comma 1, puo’ essere
imposto lo svolgimento delle attivita’ non oggetto di sospensione in
conseguenza dell’applicazione di misure di cui al presente articolo,
ove cio’ sia assolutamente necessario per assicurarne l’effettivita’
e la pubblica utilita’, con provvedimento del prefetto assunto dopo
avere sentito, senza formalita’, le parti sociali interessate.  

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DISCOTECHE E CONTRATTI DI AFFITTO: COSA FARE ?

Alla luce del parere dello studio dell’avv. Massimo Nicoli (qui allegato in pdf),  da noi interpellato per cercare di fare chiarezza nei comportamenti da assumere nei confronti dei Concedenti unità immobiliari o aziende in affitto, si consiglia di inviare al concedente una lettera raccomandata o una PEC nella quale si specificano le condizioni in cui si trova la nostra azienda e si specifica altresì di non avere risorse per pagare i canoni di locazione per il prossimo periodo di forzata chiusura.A vostro libera scelta il richiedere una sospensione o uno sconto sull’affitto dovuto che ,comunque, sarà solo la trattativa e l’accordo con il proprietario dell’immobile o dell’azienda che innescherà processi eventualmente riduttivi sulle pigioni. Se siete associati, in regola con i pagamenti all’associazione,  scrivete in privato a presidente@assointrattenimento.it per ricevere una bozza fac-simile della lettera che, dopo le vostre opportune valutazioni, potreste inviare ai concedenti.Sono a disposizione, per quanto possibile, per tutte le vostre necessità.

Il Presidente Luciano Zanchi

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DISCOTECHE VIRTUOSE NELLA LOTTA AL CORONA VIRUS FANNO APPELLO AI CLIENTI PER CHI AGGIRA IL DIVIETO

Assointrattenimento- Confindustria: è richiesta l’onestà intellettuale di tutti coloro che fanno impresa, oltre alla collaborazione degli avventori. Si tratta di un atto di responsabilità sociale: se il contagio avviene laddove ci sono affollamenti, evitiamo di frequentare chi approfitta della circostanza per aggirare i provvedimenti del governo a discapito della salute di tutti. L’allarme di contagio del Coronavirus in Italia, oltre alle gravi conseguenze sulla salute delle persone, sta producendo gravissime ripercussioni economiche alle imprese dell’intrattenimento. 
Le nostre imprese sono pronte a fare la propria parte ma qualche cosa evidentemente non funziona. 
Senza nulla contestare in merito alle politiche sanitarie di contenimento del Virus, alle quali le discoteche aderenti ad ASSOINTRATTENIMENTO si sono responsabilmente adeguate, non si può non osservare quanto accade.
Se la ratio delle disposizioni di urgenza è quella di contenere la diffusione del virus attraverso la limitazione di assembramenti di persone in luoghi pubblici e privati, ciò dovrebbe valere per tutti e anche per quei bar e ristoranti (luoghi non deputati all’intrattenimento) che, approfittando della chiusura delle discoteche, intendano organizzare concerti, serate musicali e spettacoli, ad esempio in occasione dell’ imminente 8 marzo “festa della donna” (cosi nei fatti creando pericolosi affollamenti difficilmente gestibili). Dunque anche queste pericolose situazioni devono essere necessariamente impedite in nome della Pubblica Salute.
Proprio per questo ci rivolgiamo ai nostri clienti chiedendo di non partecipare a tali eventi e di prontamente segnalare eventuali abusi alle autorità preposte poichè l’interesse primario è la salute di tutte le nostre città.
Attualmente, il numero complessivo di aziende effettivamente operanti nell’attività di Pubblico Spettacolo risulta pari a 3000 unità, con un fatturato annuo di 2 miliardi e 800 milioni e un’occupazione di circa 90.000 dipendenti, ma le difficoltà e i danni economici non si limitano al solo nostro settore, colpendo anche tutta la sottesa e connessa filiera. 
Locali chiusi significa incassi azzerati: ovvero collasso di tutto il settore; forse e purtroppo in favore dei soliti “furbetti all’italiana”.
La stima dei mancati introiti nei due week end di sospensione dell’attività a causa dei provvedimenti di urgenza dalle autorità nella sola “zona gialla” è pari a circa € 49.000.000,00 con un gettito di I.V.A. non incassato dall’erario pari a circa € 10.700.000,00. Il numero dei dipendenti rimasti SENZA LAVORO dal 23 febbraio 2020 risulta essere di n. 43.000 unità.
Concludiamo col ringraziare tutte le persone che vorranno unirsi a noi nella denuncia di pratiche contrarie alle norme di urgenza adottate in questo drammatico momento, ricordando anche l’elogio espresso dal nostro Presidente L. Zanchi nei confronti di tutti gli imprenditori che sono riusciti a resistere in questi anni di demonizzazione dei locali notturni, accusati di essere i protagonisti del disastro sociale giovanile (dalla droga all’alcol, alle stragi del sabato sera) e demoliti da politiche e leggi talvolta assurde: tenete duro, siamo con voi.

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CORONA VIRUS – PUBBLICATO IL NUOVO DPCM – COSA ACCADE ORA?

Cari colleghi, pubblichiamo il nuovo DPCM del 4 marzo.

in questi giorni abbiamo fatto numerosi ed intensi incontri con il governo. Il settore dovrebbe ottenere nella giornata di oggi o domani le seguenti agevolazioni:

  1. Inserimento del Pubblico Spettacolo nel settore turismo con i medesimi sgravi riservati agli alberghi, ai tour operator ed alle agenzie viaggi ovvero la proroga delle dei pagamenti in scadenza per iva e contributi;
  2. 500 € mese per i lavoratori forzatamente senza lavoro purchè iscritti all’ ex Enpals;
  3. Credito d’imposta nel caso di riduzione del fatturato 2019 di almeno il 25%.

Ora aspettiamo l’emanazione del decreto per la verifica di quanto anticipato. Inoltre vi comunichiamo che dopo vari contatti abbiamo avuto assicurazione dal sistema bancario che le aziende costretta alla chiusura potranno con semplice richiesta scritta e ben motivata aver accesso ad una moratoria sui mutui.

Contattate la Vostra banca ed esponete la vostra posizione. Con ogni probabilità anche in assenza, per ora, di un accordo scritto con Assointrattenimento, vi verrà accordata una dilazione.

In caso contrario non esitate a contattarci.

Tenete duro!

Il Presidente

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CORONA VIRUS – IMPATTO DEVASTANTE PER LE AZIENDE DELL’INTRATTENIMENTO TRA FURBETTI ALL’ITALIANA E SCHIZOFRENIA DELLE ISTITUZIONI

Il pericoloso allarme di contagio del Coronavirus in Italia, oltre alle pesanti conseguenze sulla salute delle persone, sta producendo gravissime ripercussioni economiche sulla gestione delle imprese dell’intrattenimento. 

Le nostre imprese non si vogliono smarcare innanzi a questa inedita situazione allarmante e, come sempre, sono pronte a fare la propria parte ma evidentemente il sistema è andato in corto circuito e qualche cosa non funziona. 

Senza nulla contestare in merito alle politiche sanitarie di contenimento del virus, non si può non osservare una gravissima sperequazione di trattamento tra aziende della stessa filiera:

1)     lo Stato, ed in particolare il Ministro Gualtieri, sembra non essersi accorto che le discoteche non sono state chiuse solo nella zona rossa ma in tutta la  Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna e la disposizione con effetto immediato relativa alla  sospensione dei pagamenti dei tributi, alle ritenute fiscali, alle cartelle esattoriali, agli accertamenti tributari  e alla sospensione delle rate dei mutui  deve dunque essere estesa a tutte le aziende del settore che hanno subito una chiusura coattiva da parte delle istituzioni;

2)      se la ratio sottesa alle Ordinanze regionali è quella di contrastare la diffusione del virus attraverso la limitazione dell’assembramento delle persone in luoghi pubblici e privati, la scelta dei destinatari dei provvedimenti di chiusura coattiva è stata operata senza alcuna apparente logica. Viene imposta la chiusura totale alle discoteche e ai locali notturni, mentre la stessa è solo parziale per i bar ed esclusa per i ristoranti, i centri sociali e i circoli privati. Dunque la percezione è che chi paga le tasse deve chiudere mentre chi non versa nulla e magari esercita anche attività abusiva e al limite della legge è premiato. Complimenti al mentore di quanto disposto nelle norme: dovrebbe forse studiare di più ed evitare di darsi all’improvvisazione.  In un locale notturno (in particolar modo, lap dance o night club) non si verifica mai la presenza contemporanea di più di 20/50 persone (compreso il personale), mentre in un ristorante tale numero è solitamente molto maggiore e distribuito su una superfice ben inferiore a quella dei locali notturni. Ed ancora, è veramente inspiegabile come la Regione Emilia Romagna possa permetta l’apertura e la normale attività a circoli ricreativi e privati (vedi Arci) che, ad esempio, solo nelle città di Bologna e di Modena hanno dimensioni ed affluenza ben superiori a quelle degli esercizi pubblici di intrattenimento. I nostri associati della zona, che già non godono dei benefici fiscali e delle numerose agevolazioni riservati ai circoli privati, lamentano questa evidente sperequazione di trattamento in questo drammatico momento che rischia seriamente di compromettere definitivamente la prosecuzione delle loro attività. Come è agevole comprendere questa assurda situazione è assolutamente inaccettabile, anche perché produce una fuga del personale delle aziende chiuse (rispettose dei provvedimenti dell’autorità) verso quei locali irregolarmente ed ingiustamente aperti e liberi di svolgere le proprie serate. 

Ciò premesso, nell’ambito di questa allarmante situazione che ha colpito il nostro paese, Asso intrattenimento chiede con fermezza alle Istituzioni tutte di adottare provvedimenti effettivamente uniformi che producano un trattamento univoco a tutti i soggetti coinvolti nel settore dei Pubblici esercizi e nella la relativa filiera e inoltre, stante la chiusura coattivamente imposta alle attività imprenditoriali e quindi la loro conseguente impossibilità oggettiva di produrre incassi e registrare introiti, chiede che sia anche disposto per tutte le aziende coinvolte – con effetto immediato – l’esenzione (o quantomeno la sospensione provvisoria) dal pagamento di  tutti gli oneri contributivi e fiscali connessi e derivanti dai rapporti di lavoro, nonché la sospensione della debenza per le imposte dirette ed indirette quali:  Iva – Tasi – Tari – Imu – Irpef – Irap e Ires maturate o in scadenza nel periodo oggetto della chiusura coattiva e per almeno i tre mesi successivi, in modo tale da permettere alle aziende di affrontare questa grave ed imprevista situazione di urgenza e poter successivamente riprendere il normale svolgimento della propria attività senza l’assillo del pagamento di oneri contributivi e fiscali, a cui sarebbero, nell’attualità, oggettivamente impossibilitati a far fronte.

Termino complimentandomi con gli imprenditori che sono riusciti a resistere in tutti questi anni di demonizzazione dei locali notturni, accusati di essere i protagonisti del disastro sociale giovanile (dalla droga all’alcol, alle stragi del sabato sera) e vessati da politiche, leggi e provvedimenti assurdi: siete degli eroi.

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FEDERTURISMO – CONFINDUSTRIA ASSOINTRATTENIMENTO ISTANZA DI AIUTI ALLE AZIENDE DEL SETTORE INTRATTENIMENTO

Il repentino allarme di contagio del Coronavirus in Italia, oltre alle gravi conseguenze sulla salute delle persone, produrrà diverse e intense ripercussioni economiche sulla gestione delle imprese e sui rapporti di lavoro in essere nell’ambito territoriale interessato dai provvedimenti restrittivi emanati a seguito dell’approvazione del D.L. n. 6 del 23 febbraio 2020. 

In tale ottica, Assointrattenimento, in nome e per conto di tutte le aziende associate,  ed in particolare modo quelle colpite e coinvolte dalle prescrizioni contenute nelle Ordinanze delle autorità assunte a livello Regionale, Provinciale e Comunale, 

chiede che

  • – vengano immediatamente disposti in favore delle discoteche e dei locali notturni – situati nei territori interessati dal contagio – specifici provvedimenti di urgenza e normative a carattere speciale che prevedano la possibilità di poter accedere per i loro lavoratori dipendenti a strumenti di sostegno al reddito, tra cui la cassa integrazione guadagni, oltre a  prevedere modalità di compilazione e inoltro delle domande di CIG semplificate cosi da  agevolare le aziende e i professionisti del settore;
  • – stante il blocco coattivamente imposto alle attività imprenditoriali e quindi la conseguente impossibilità oggettiva di registrare incassi ed introiti, sia disposta per tutte le aziende coinvolte – con effetto immediato – l’esenzione (o quantomeno la sospensione provvisoria) dal pagamento di  tutti gli oneri contributivi e fiscali connessi e derivanti dai rapporti di lavoro, nonché la sospensione della debenza per le imposte dirette ed indirette quali:  Iva – Tasi – Tari – Imu – Irpef – Irap e Ires maturate o in scadenza nel periodo oggetto della chiusura coattiva e per almeno i tre mesi successivi, in modo tale da permettere alle aziende di affrontare questa garve ed imprevista situazione di urgenza e poter successivamente riprendere il normale svolgimento della propria attività senza l’assillo del pagamento di oneri contributivi e fiscali, a cui sarebbero, nell’attualità, oggettivamente impossibilitati a far fronte.

Auspicando in un positivo riscontro alle richieste sopra evidenziate, si porgono i migliori saluti.

Bologna 24 febbraio 2020

IL PRESIDENTE

dott. Luciano Zanchi

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Forlì, la festa di Matilde. Oggi tutti in disco, ma senza alcool.

Primo appuntamento al Controsenso con l’iniziativa ’Big fun, no trip’ lanciata dalla 14enne e sostenuta dal Comune

Si è svolta alla discoteca Controsenso, nel centro di Forlì, la prima festa dell’iniziativa Big Fun No Trip, lanciata dalla 14enne Matilde Montanari: con un pubblico davvero di giovanissimi, ben 150, la festa si è sviluppata senza alcol con un messaggio anti-sballo. Come esempio di un divertimento a misura di ragazzini, c’erano zucchero filato e frullati.

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Forlì, la festa di Matilde. Oggi tutti in disco, ma senza alcool.

Articolo pubblicato su Il Resto del Carlino il giorno 09 febbraio 2020 Autore: Sofia Nardi 

Primo appuntamento al Controsenso con l’iniziativa ’Big fun, no trip’ lanciata dalla 14enne e sostenuta dal Comune

Si è svolta alla discoteca Controsenso, nel centro di Forlì, la prima festa dell’iniziativa Big Fun No Trip, lanciata dalla 14enne Matilde Montanari: con un pubblico davvero di giovanissimi, ben 150, la festa si è sviluppata senza alcol con un messaggio anti-sballo. Come esempio di un divertimento a misura di ragazzini, c’erano zucchero filato e frullati. 

Una festa in discoteca un po’ diversa dal solito. Il progetto ‘Big fun, no trip’, sostenuto anche dal Comune, si impegna a promuovere il divertimento senza alcol. L’idea è nata quando Matilde, studentessa del liceo scientifico e cantante in erba, ha visto cambiare rapidamente il modo di divertirsi dei suoi compagni: “Fino all’anno prima uscivamo per andare al cinema o a mangiare il gelato – spiega –, poi all’improvviso l’unico modo per divertirsi dei miei coetanei era diventato andare in discoteca e bere fino a star male, eludendo il divieto di vendere alcolici ai minorenni”.

Se è vero, infatti, che alcuni baristi compiacenti omettono di chiedere i documenti ai loro avventori, è vero anche che i ragazzi stessi hanno studiato diversi trucchi per aggirare i divieti: “Alcuni portano provette piene d’alcol dentro la giacca e lo aggiungono alla loro bibita analcolica – racconta Matilde –, in altri casi sono i diciottenni a procurare alcolici ai più piccoli rivendendoli a prezzo maggiorato”. Così Matilde ha deciso di agire: ha scritto un decalogo anti- sballoche prevede, tra i vari punti, incontri di sensibilizzazione nelle scuole, adeguamento dei prezzi di vendita degli analcolici e apertura anticipata delle discoteche. Perché a Matilde le discoteche piacciono: “Vado volentieri a ballare – spiega –, però penso che per divertirsi in una discoteca non ci sia bisogno di bere. Forse, se aprissero già in prima serata, i ragazzi perderebbero l’abitudine di girare per i bar finendo per arrivare al locale già sbronzi”.

La festa di oggi è proprio uno dei punti in programma: “La festa è cominciata alle 15 e proseguita per tutto il pomeriggio – racconta Matilde –. Con zucchero filato e milk shake al posto degli alcolici. Per il resto è come una normale discoteca, con dj e tanti pezzi da ballare”. A un certo punto c’è stato anche un momento canoro: “Abbiamo presentato la sigla del progetto ‘Big fun no trip’ dei Bodam Project di cui ho scritto il testo che canterò”. Il testo è in inglese e la traduzione italiana è eloquente: ‘Fidati di me, cambia direzione e avrai una vita migliore’.

La festa organizzata da Matilde sta già riscuotendo reazioni diverse: “In questi giorni – racconta– mi sono arrivati un sacco di messaggi su Instagram da parte di ragazzini delle medie che vorrebbero venire alla festa, ma non hanno l’approvazione da parte dei loro genitori”. Secondo Matilde, invece, il party sarebbe adatto anche ai giovanissimi: “Anzi, venire alla festa potrebbe essere d’aiuto perché si comincerebbe a parlare del problema anche con i più piccoli, mostrando loro come sia bello divertirsi senza sballarsi”.