RIAPERTURA DELLE DISCOTECHE: ECCO IL TESTO DEL PROTOCOLLO SANITARIO
ASSOINTRATTENIMENTO CON UNA CONTINUA STRATEGIA DI INFORMAZIONE E DI LOBBY RAGGIUNGE UN PRIMO IMPORTANTE RISULTATO: SEPPUR CON ALCUNE MOMENTANEE RESRIZIONI LE NOSTRE AZIENDE POTRANNO RIPARTIRE.
Dopo ben 110 giorni, innumerevoli lettere scritte a tutti i vertici dello Stato, delle regioni, delle provincie, delle Commissioni e continui incontri con i politici allo scopo di rappresentare la grave situazione in cui versano le nostre aziende, nella giornata di ieri la Conferenza Stato/regioni ha approvato le linee guida per la ripartenza del nostro settore.
Ripartenza che grazie al nostro continuo lavoro non limita del 40% la capienza dei nostri locali come richiesto alla regione Puglia da altro sindacato, riduzione che sarebbe stata incomprensibile nella ratio e irresponsabile dato che la “capienza” è un dato che riguarda il numero massimo di persone contemporaneamente presenti nei nostri locali in ragione della capacità di sfollamento ed igienico sanitaria e non ha alcuna relazione con il problema di contagio COVID-19.
Sono comunque stati limitati, in questa prima fase di riapertura, l’utilizzo della pista da ballo con un distanziamento pari a 2 metri quadri a persona (nel resto del locale un metro quadro) e sono state poste limitazioni all’erogazione al bar dove dovremo fare mantenere il metro di distanza agli avventori che fruiscono del servizio di somministrazione al bancone (così come negli altri pubblici esercizi). Per una completa informazione si rimanda al testo integrale del protocollo sanitario qui sotto riportato.
Stiamo lavorando già da oggi, noi che non partecipiamo a inutili manifestazioni di piazza, per riportare la completa normalità nel nostro settore e per ottenere i prossimi seguenti risultati:
E’ evidente che l’aggregazione sociale di un grande numero di persone – che come ben abbiamo potuto vedere in questi ultimi giorni è irrinunciabile per i cittadini – potrà essere meglio controllato nelle discoteche, concentrando dopo un certo orario serale la cittadinanza nelle stesse, piuttosto che frazionandola in una moltitudine di piazze, vicoli ove i controlli risulterebbero inapplicabili e il contagio da virus potrebbe nuovamente espandersi.
ECCO L’ESTRATTO INTEGRALE DEL TESTO APPROVATO
DISCOTECHE
Le presenti indicazioni si applicano alle discoteche e ad altri locali assimilabili destinati all’intrattenimento (in particolar modo serale e notturno). Per eventuali servizi complementari (es. ristorazione, produzioni musicali, spettacoli, etc.) attenersi alle specifiche schede tematiche.
▪ Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile anche per i clienti di altra nazionalità, sia mediante l’ausilio di apposita segnaletica e cartellonistica e/o sistemi audio-video, sia ricorrendo a eventuale personale addetto, incaricato di monitorare e promuovere il rispetto delle misure di prevenzione facendo anche riferimento al senso di responsabilità del visitatore stesso.
▪ Riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone. Al solo fine di definire la capienza massima del locale, garantire almeno 1 metro tra gli utenti e di almeno 2 metri tra gli utenti che accedono alla pista da ballo. Se possibile organizzare percorsi separati per l’entrata e per l’uscita.
▪ Prevedere un numero di addetti alla sorveglianza del rispetto del distanziamento interpersonale adeguato rispetto alla capienza del locale, come sopra stabilita. A tal fine si promuove l’utilizzo di contapersone per monitorare gli accessi.
▪ Garantire, se possibile, un sistema di prenotazione, pagamento tickets e compilazione di modulistica preferibilmente on line al fine di evitare prevedibili assembramenti, e nel rispetto della privacy mantenere se possibile un registro delle presenze per una durata di 14 giorni.
▪ Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.
▪ La postazione dedicata alla cassa, laddove non già dotata di barriere fisiche (es. schermi), dovrà essere eventualmente adeguata. In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche.
▪ Nei guardaroba, gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti in appositi sacchetti porta abiti.
▪ È necessario rendere disponibili prodotti per l’igiene delle mani per gli utenti e per il personale in più punti delle aree, prevedendo l’obbligo di utilizzo da parte degli utenti prima dell’accesso ed all’uscita di ogni area dedicata al ballo, alla ristorazione, ai servizi igienici, ecc.
▪ Con riferimento all’attività del ballo, tale attività in questa fase può essere consentita esclusivamente negli spazi esterni (es. giardini, terrazze, etc.).
▪ Gli utenti dovranno indossare la mascherina negli ambienti al chiuso e all’esterno tutte le volte che non è possibile rispettare la distanza interpersonale di 1 metro. Il personale di servizio deve utilizzare la mascherina e deve procedere ad una frequente igienizzazione delle mani.
▪ Nel rispetto delle indicazioni generali contenute nella scheda dedicata alla ristorazione, nel caso delle discoteche non è consentita la consumazione di bevande al banco. Inoltre, la somministrazione delle bevande può avvenire esclusivamente qualora sia possibile assicurare il mantenimento rigoroso della distanza interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti, che dovranno accedere al banco in modalità ordinata e, se del caso, contingentata.
▪ I tavoli e le sedute devono essere disposti in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale. Detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale. Tale distanza può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i diversi tavoli adeguate a prevenire il contagio tramite droplet.
▪ Ogni oggetto fornito agli utenti (es. apribottiglie, secchielli per il ghiaccio, etc.), dovrà essere disinfettato prima della consegna.
▪ Favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni. In ragione dell’affollamento e del tempo di permanenza degli occupanti, dovrà essere verificata l’efficacia degli impianti al fine di garantire l’adeguatezza delle portate di aria esterna secondo le normative vigenti. In ogni caso, l’affollamento deve essere correlato alle portate effettive di aria esterna. Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria. In ogni caso vanno rafforzate ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e/o attraverso l’impianto, e va garantita la pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati. Se tecnicamente possibile, va aumentata la capacità filtrante del ricircolo, sostituendo i filtri esistenti con filtri di classe superiore, garantendo il mantenimento delle portate. Nei servizi igienici va mantenuto in funzione continuata l’estrattore d’aria.
▪ Nel caso di attività complementari che prevedono la condivisione di oggetti (es. giochi da tavolo, biliardo), adottare modalità organizzative tali da ridurre il numero di persone che manipolano gli stessi oggetti e obbligare comunque all’uso della mascherina e alla disinfezione delle mani prima di ogni nuovo gioco. In ogni caso, i piani di lavoro, i tavoli da gioco e ogni oggetto fornito in uso agli utenti devono essere disinfettati prima e dopo ciascun turno di utilizzo. È vietato l’utilizzo di strumenti di gioco per i quali non è possibile una disinfezione ad ogni turno (es. carte da gioco) e il mantenimento della distanza personale di almeno 1 metro (es. calciobalilla).
▪ Garantire la regolare e frequente pulizia e disinfezione delle superfici, con particolare riguardo per le superfici maggiormente toccate dagli utenti e i servizi igienici.
Cremona, 10 giugno 2020
ASSOINTRATTENIMENTO
f.to IL PRESIDENTE
REGIONE UMBRIA: ASSOINTRATTENIMENTO INCONTRA L’ASSESSORE ALLO SVILUPPO ECONOMICO MICHELE FIORONI E PROPONE LINEE GUIDA PER LA RIAPERTURA DELLE DISCOTECHE.
ASSOINTRATTENIMENTO: AUDIZIONE IN SICILIA PRESSO LA VI COMMISSIONE SANITA’ PER L’ADOZIONE DELLE LINEE GUIDA PER LA RIAPERTURA DELLE DISCOTECHE E LOCALI DI PUBBLICO SPETTACOLO
In allegato PDF del Comunicato stampa.
L’associazione di categoria aderente a Confindustria chiede regole certe per la riapertura e denuncia che l’inerzia del governo sta obbligando gestori, ormai disperati, a trovare escamotage e ad esercitare attività abusiva
Da oltre tre mesi, dal 23 febbraio 2020, le nostre attività sono state sospese, siamo stati costretti alla chiusura forzata a colpi di DPCM.
Alcuni imprenditori e altri soggetti, anche istituzionali, del nostro settore hanno escogitato una strategia per riaprire i propri locali “discoteca” mediante la temporanea sospensione della propria autorizzazione amministrativa di pubblico spettacolo, cosi da esercitare la sola attività di somministrazione alimenti e bevande (che a tutt’oggi è consentita).
Tale innovativa e inedita strategia sarebbe esplicata attraverso l’utilizzo della “pista da ballo” come par-terre per l’installazione di tavoli e seggiole destinate alla ristorazione o alla sola somministrazione di bevande, mentre i palcoscenici verrebbero utilizzati per effettuare “concertini” con musica dal vivo o esecuzioni musicali con dj.
In estrema sintesi, le strutture “discoteca“ sarebbero utilizzate non più in virtù di licenza di pubblica sicurezza di cui all’art. 68 TULPS ma semplicemente come pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande.
La nostra Associazione Nazionale si dissocia fermamente da tale pratica e da tali modalità esercizio per i seguenti motivi:
Sentiamo il profondo dovere, anche intellettuale, di precisare e motivare la nostra posizione al fine di dissociarci da tale pratica di utilizzo delle discoteche, che a nostro avviso sfocerà in una situazione di dilagante illegalità e ci porrà allo stesso livello di coloro che fino a ieri abbiamo denunciato e contrastato.
Chiediamo invece che le discoteche vengano riaperte nella loro pienezza, nella loro funzione sociale, nell’ambito di regole certe e di precise predeterminate condizioni: i gestori di discoteche non devono essere spinti e costretti ad esercitare attività abusiva a causa dell’inerzia delle istituzioni ma, oggi più che mai, è necessario l’intervento immediato del Governo.
Ciò che non si vuole comprendere è che le conseguenze nefaste di questa inerzia decisionale e disinteresse per un settore che evidentemente è considerato marginale e privo di rilevanza sociale, non sono solo quelle già direttamente subite dalle nostre aziende e dai nostri lavoratori, ma in modo ancor più esponenziale saranno quelle che si produrranno su i principali utenti cui si rivolge la nostra attività. È a rischio la pace sociale, la certezza del diritto, il paese è nel caos: sono in pericolo i nostri 5 milioni di giovani che ogni week end frequentano le discoteche.
Le nostre aziende non producono beni materiali e neppure sono coinvolte in filiere produttive manifatturiere ma offrono divertimento, svago, aggregazione, ovvero emozioni che devono necessariamente intercettare la predisposizione e la propensione emotiva di ogni singolo avventore.
L’“aspetto strategico” del nostro comparto produttivo e quindi profondamente difforme da tutti gli altri settori, dovendo soddisfare i bisogni della parte di popolazione che intende svagarsi in sicurezza e avere una valvola di sfogo dopo un drammatico quanto penoso isolamento. Dovremmo essere quindi considerati dei fidati alleati del Governo anziché un comparto pericoloso da discriminare.
Conseguentemente chiediamo un intervento immediato per disinnescare attività di Pubblico Spettacolo esercitate abusivamente e, se compatibile con le norme anti contagio, l’immediata riapertura dei nostri locali.
Solo in questo modo si potrà consentire la sopravvivenza delle nostre aziende, cosi da preservare anche l’esistenza di quei luoghi, preordinati dalla legge, a essere sicuri ed idonei all’aggregazione. I nostri locali non sono un nemico da combattere ma sono il miglior alleato che lo Stato possa avere per la tutela dei nostri giovani e un avamposto di legalità nel mondo della notte e dell’intrattenimento.
Saluti distinti.
Cremona, 28 maggio 2020
ASSOINTRATTENIMENTO
f.to IL PRESIDENTE
Martedì 19 maggio il nostro presidente Luciano Zanchi, accompagnato dal past-president Antonio Degortes, ha incontrato, in conferenza, il Sottosegretario al MISE, la dott.ssa Alessandra Todde, che ha accolto positivamente e con grande interesse i nostri studi di settore e le proposte avanzate per cercare di risollevare il settore dell’Intrattenimento.
A tal fine si è deciso di convocare rapidamente, comunque entro la prossima settimana, un tavolo di lavoro per uscire dalla intricata situazione che si è creata. Per la prima volta dal 23 febbraio si stanno attivando meccanismi reali (e non chiacchiere) per cercare la soluzione alle intense problematiche intervenute con COVID -19.
Assointrattenimento ha avanzato ipotesi, come ben sapete e come sosteniamo sin dal 23 febbraio, per la soluzione in 3 fasi:
La prima fase fatta di aiuti a fondo perduto per le aziende oggi ancora chiuse e per i dipendenti – in particolare:
La seconda fase attuata in tempi rapidi rivolta allo studio e alla redazione di un protocollo che con la dovuta sensibilità consenta alle nostre aziende di essere profittevoli e ai nostri clienti di partecipare alle serate organizzate in totale sicurezza.
La terza fase che consenta un profondo e radicale cambiamento in relazione alla fiscalità e all’aspetto amministrativo con particolare attenzione all’abusivismo ormai dilagante.
In particolare abbiamo segnalato al governo che:
Si afferma che il Governo ha fatto divenire visibili gli “invisibili” – e ci riferiamo ai lavoratori immigrati illegalmente in Italia, senza documenti e permesso di soggiorno che, nonostante non siano cittadini italiani, sono stati comunque ammessi al banchetto della solidarietà – cosi di fatto creando una nuova categoria di “invisibili”: le nostre aziende – le discoteche e i locali di pubblico spettacolo – unitamente a tutti i nostri dipendenti, assolutamente “abbandonati” pur essendo contribuenti e cittadini Italiani. Ciò è inaccettabile.
#weareONLYentertainment
#weareONLYentertainment
Con oggi, 20 maggio 2020 si è chiusa una 3 giorni di incontri davvero importanti per il settore intrattenimento.
Notevoli energie sono state profuse in modo particolare dal Presidente regionale Sicilia Gabriele d’Ambra, con il risultato che, attraverso l’ordinanza n. 21 del presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci, è stata formalmente espressa la volontà di riaprire le discoteche dal 8 giugno 2020. Da qui si passerà in questi giorni all’analisi del protocollo delle misure da adottare per la riapertura. Noi, al contrario di altre associazioni, crediamo che sia indispensabile la prosecuzione della nostra attività senza stravolgimenti radicali ovvero riteniamo necessario che i nostri clienti continuino a trovare “la discoteca” quando vengono nei nostri locali e non intendiamo snaturare il nostro lavoro e le nostre aziende, assumendo comportamenti che ci farebbero diventare dei grandi bar o ristoranti: no questo non è ammissibile. Credo che qualunque imprenditore che faccia attivamente questo lavoro è ben a conoscenza che senza l’incasso del pubblico pagante, il divertimento in pista e la socializzazione che offriamo, le nostre aziende non andranno da nessuna parte: anzi così facendo si farebbe il gioco di chi, da anni, vuole distruggere il settore discoteche e stiamo parlando degli imprenditori scorretti di bar e ristoranti che si trasformano in discoteche e dei “circoli privati” che impunemente fanno attività commerciale senza le prescritte autorizzazioni.
Nella stessa giornata, il nostro Vice Presidente Gabriele D’Ambra, in videoconferenza, si è confrontato con la II Commissione – Bilancio della Regione Siciliana, con la presenza dell’assessore al Turismo e Spettacolo Manlio Messina. Per la prima volta, all’interno del parlamento siciliano, è stata nominata la parola Discoteca, con tutte le criticità del periodo che stiamo vivendo. Anche in questa occasione, l’attenzione e l’atteggiamento propositivo degli uditori, inclusi i loro interventi, ci fanno ben sperare che qualcuno in Italia abbia a cuore le sorti del nostro comparto, inclusi i nostri 180mila dipendenti ed i milioni di clienti che in ogni week end affollavano le nostre discoteche. Mercoledì 20, sempre in videoconferenza, lo stesso D’Ambra ha rappresentato la nostra categoria nella III Commissione – Attività Produttive, sempre della regione Sicilia.
Stiamo mettendo in campo tutte le nostre forze ed esperienze per difendere la categoria più colpita ed ignorata durante la pandemia. Non possiamo lasciare la nostra tutela a chi propone, al fine di una riapertura, la chiusura delle nostre piste da ballo e la riduzione delle nostre capienze. Ci siamo sempre vantati di essere l’UNICA associazione di categoria a difendere ESCLUSIVAMENTE gli interessi dell’intrattenimento e dopo aver letto le proposte di altre associazioni, la nostra posizione si fa sempre più decisa. Non possiamo permettere di farci rappresentare da chi ha dimenticato cosa vuol dire la parola DISCOTECA.
Vi aggiorneremo sugli sviluppi.
L’allarmante situazione causata dall’epidemia del Coronavirus in Italia, oltre alle gravi conseguenze sulla salute delle persone, ha prodotto gravissime ripercussioni economiche sulle imprese dell’intrattenimento. A seguito dell’entrata in vigore dei provvedimenti governativi e legislativi diretti al contenimento della diffusione del COVID-19, le aziende del Pubblico Spettacolo hanno sospeso totalmente la propria attività a partire dal 23 febbraio 2020.
In questo contesto, il consigliere comunale Andrea Velardi, rappresentate della Lega, nonché Presidente Commissione temporanea Politiche Giovanili, ha precisato la necessità di “nuove” regole e riflessioni sulle attuali per le problematiche inerenti l’acustica e la gestione dei locali quali ristoranti, bar, osterie trattorie e strutture di vario tipo che somministrano cibo e bevande, dando la possibilità di ampliare la limitazione degli orari con l’ausilio della musica, arrivando anche a proporre la concessione, da parte della Pubblica amministrazione, di 30 eventi l’anno ad ogni locale di sola somministrazione di alimenti e bevande, ovvero praticamente liberalizzando l’attività di Pubblico Spettacolo nella provincia di Verona.
Assointrattenimento, Associazione di categoria che raggruppa gli imprenditori di Pubblico Spettacolo, aderente a Confindustria, ritiene quanto meno fantasiosa e impraticabile l’applicazione di tale teoria: in primo luogo sarebbe molto difficile conciliare l’aspetto della quiete pubblica e del riposo delle persone data la forte concentrazione di Pubblici esercizi nel tessuto della città di Verona se gli stessi non rispettassero le attuali norme in fatto di rumorosità, ma quello che lascia ancora più perplessi riguarda l’aspetto della Sicurezza dei locali in cui si tiene un intrattenimento o uno spettacolo.
Forse il Consigliere non è a conoscenza che i luoghi laddove si effettua un intrattenimento, ad esempio una discoteca, devono essere progettati e costruiti attraverso il rispetto di intense norme relative alla sicurezza del pubblico partecipante, delle norme di inquinamento acustico nonché delle norme igieniche passando per una verifica da parte della Commissione di Viglianza sui Locali di Pubblico Spettacolo e l’ottenimento successivo delle autorizzazioni di cui all’art. 80 e 68 del T.U.L.P.S.. Dal punto di vista economico, realizzare un locale laddove avviene spettacolo e intrattenimento costa tre-quattro volte in più rispetto alla costruzione di un normale Pubblico esercizio. Si tratterebbe dunque di autorizzare una sleale concorrenza ed incoraggiare l’abusivismo del già stremato settore dei locali di Pubblico Spettacolo.
Inoltre non crediamo che il Consigliere Velardi non sia a conoscenza delle linee politiche del leader del suo partito politico che, non molto tempo fa, il 12 luglio scorso ha redatto un’Intesa Programmatica (presente anche oggi sul sito del Ministero dell’Interno) dove si evince l’esatto contrario ovvero il contrasto all’abusivismo nel settore e una lotta serrata ad ogni forma di intrattenimento posta fuori del quadro autorizzatorio.
Dare la possibilità ai bar o ristoranti di operare in orari illimitati e soprattutto integrare il tutto con la musica e spettacolo, ucciderebbe definitivamente il settore delle discoteche in Italia.
Anche Sergio Buio, noto imprenditore del settore dell’intrattenimento notturno dell’area del Lago di Garda, rileva che negli anni ‘90 le vere discoteche, in Italia, erano più di 5000 mentre oggi sono dimezzate: pensiamo solo alla zona di Desenzano del Garda dove operavano ben 16 strutture ridotte oggi solo a una. Ed aggiunge:”Ci rendiamo conto di cosa significa a livello economico e di posti di lavoro? Ma anche tutto l’indotto legato alle strutture ricettive, negozi e quant’altro?”
Anche il Presidente Nazionale di Assointrattenimento Zanchi trova questa proposta assolutamente fuori luogo. Non si ritiene possibile dare la capacità a chiunque somministri cibi e bevande di diventare una sorta di discoteca, senza una organizzazione stabile e personale competente in grado di gestire i flussi di clientela, senza assicurare le basiche misure di sicurezza, emergenza e evacuazione dei luoghi ove si tiene la manifestazione, oltre che di delle necessarie dotazioni antincendio e di natura sanitaria.
Il consigliere leghista Velardi inoltre propone una Mozione presentata il 24 aprile 2021 firmata anche dal Capogruppo della Lega Anna Grassi di istituire il “Sindaco della notte” una sorta di sceriffo che controlli e gestisca il mondo della notte specificando addirittura l’orario dalle 18:00 alle 6 del mattino. A questo punto è da chiedersi il perché di tale proposta: il Sindaco Federico Sboarina non è in grado o non ha le competenze per assolvere in pieno il suo ruolo? Il Sindaco della Notte quali funzioni avrebbe? Quella di decidere chi può aprire e chi no? Una sorta di “far-west” dove questa nuova figura con deleghe speciali si trasformi in un Podestà che metta voce e eventuali veti su ciò che si possa fare o meno.
Uno scenario del tutto assurdo dove una già una complessa gestione dei locali verrebbe aggravata da ulteriori regole che darebbero adito a personalismi e deroghe concesse arbitrariamente.
Da una prima analisi del testo definitivo del c.d. “Decreto Liquidità”, emergono ulteriori restrizioni ai criteri di accesso alle garanzie del Fondo Centrale PMI, l’importo dei prestiti (fate bene attenzione: finanziamenti che comunque dovranno essere rimborsati unitamente ad un tasso d’interesse) sarà regolato da dei precisi limiti.
In primo luogo, l’entità del prestito dovrà rientrare nei seguenti alternativi parametri:
a) il 25% del fatturato maturato nel 2019 dall’impresa richiedente/beneficiaria;
b) Il doppio dei costi del personale sostenuti dall’impresa richiedente/beneficiaria per il 2019 o dell’ultimo periodo rendicontabile. Diversamente, nell’ipotesi in cui l’impresa abbia iniziato la propria attività dopo il 31 dicembre 2018, si farà riferimento ai costi stimati per il personale nei primi due anni di attività.
In secondo luogo, il finanziamento avrà durata massima di 6 anni, anche se il Governo ha preannunciato che intende chiedere all’ Unione Europea di estenderlo a 10 anni. È inoltre consentito un preammortamento della durata di 24 mesi, mentre i tassi d’interesse variano, a seconda dell’entità del prestito, dal 0,2 al 1,00 dello spread. Le commissioni bancarie devono essere limitate al recupero dei costi della pratica. Il finanziamento coperto dalla garanzia dovrà essere destinato a sostenere costi del personale, investimenti o capitale circolante impiegati in aziende collocate in Italia.
Si precisa che non potranno accedere alle descritte garanzie le imprese che, alla data del 31 dicembre 2019, rientravano nella categoria delle imprese in difficoltà ai sensi dell’attuale normativa europea e/o che, alla data del 29 febbraio 2020, risultavano presenti tra le esposizioni deteriorate presso il sistema bancario sempre a norma della disposizione UE.
Ciò premesso, nel concreto le imprese che intendano beneficiare delle misure di cui sopra, dovranno:
1) redigere un’autocertificazione in cui descrivere l’entità del prestito richiesto e le ragioni che lo giustificano;
2) predisporre una comunicazione nella quale indicare:
2.1 Valore del fatturato prodotto in Italia per gli anni 2018 e 2019;
2.2 Costi del personale (comprensivi di oneri) relativi agli anni 2018 e 2019.
Il finanziamento massimo ottenibile sarà dunque pari alla minore somma risultante dal confronto tra la media del fatturato degli ultimi 2 anni e il doppio della media del costo del personale degli ultimi 2 anni. Appare altresì opportuno allegare alla documentazione sopra descritta la copia degli ultimi due bilanci depositati.
Vi ricordiamo che per i finanziamenti anche al di sotto dei 25.000 euro, che non prevedono alcuna valutazione da parte del Fondo di Garanzia, resta comunque salva la facoltà delle banche di erogare o meno il prestito e che è confermata la possibilità di inviare la documentazione antimafia successivamente alla formale presentazione della richiesta di finanziamento.
Si conclude nel segnalare che i meccanismi sopra descritti, ad oggi, non sono ancora del tutto operativi poiché è necessario attendere il benestare definitivo dell’Unione Europea e l’aggiornamento della piattaforma telematica del Fondo di Garanzia. Si dovrà pazientare qualche giorno. Si consiglia comunque di inviare, alla banca con la quale si intrattengono rapporti di conto corrente attraverso una PEC, richiesta formale di accesso al finanziamento utilizzando le modalità ed i parametri sopra descritti.
Cremona, li 10 aprile 2020 f.to Il Presidente Luciano Zanchi
Nel nostro costante impegno nel tenere aggiornati i nostri associati, segnaliamo come nella giornata di ieri il Presidente del Consiglio ha firmato il D.P.C.M 1 aprile 2020.
In sostanza, con questo provvedimento, si sono prorogate le disposizioni contenute nei precedenti Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri del 8, 9, 11 e 22 marzo, oltre a quelle previste dall’ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 e dell’ordinanza del 28 marzo 2020 sempre del Ministro della Salute adottata unitamente al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
La proroga è stata fissata sino al 13 aprile 2020 ed il decreto produrrà i suoi effetti a far tempo dal 4 aprile 2020.
Per quanto attiene il nostro settore non vi è alcuna novità rilevante e, pertanto, per il contenuto dei provvedimenti prorogati, non possiamo che richiamare i nostri precedenti commenti a riguardo.
Cremona, li 2 aprile 2020
Il Presidente