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COMUNICATO STAMPA: ASSOINTRATTENIMENTO SI DISSOCIA. LE DISCOTECHE NON SONO E NON POSSONO DIVENTARE BAR O RISTORANTI.

L’associazione di categoria aderente a Confindustria chiede regole certe per la riapertura e denuncia che l’inerzia del governo sta obbligando gestori, ormai disperati, a trovare escamotage e  ad esercitare attività abusiva

Da oltre tre mesi, dal 23 febbraio 2020, le nostre attività sono state sospese, siamo stati costretti alla chiusura forzata a colpi di DPCM.

Alcuni imprenditori  e altri soggetti, anche istituzionali, del nostro settore hanno escogitato una strategia per riaprire i propri locali “discoteca” mediante la temporanea sospensione della propria autorizzazione amministrativa di pubblico spettacolo, cosi da esercitare la sola attività di somministrazione alimenti e bevande (che a tutt’oggi è consentita).

Tale innovativa e inedita strategia sarebbe esplicata attraverso l’utilizzo della “pista da ballo” come par-terre per l’installazione di tavoli e seggiole destinate alla ristorazione o alla sola somministrazione di bevande, mentre i palcoscenici verrebbero utilizzati per effettuare “concertini” con musica dal vivo o esecuzioni musicali con dj.

In estrema sintesi, le strutture “discoteca“ sarebbero utilizzate non più in virtù di licenza di pubblica sicurezza di cui all’art. 68 TULPS ma semplicemente come pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande.

La nostra Associazione Nazionale si dissocia fermamente da tale pratica e da tali modalità esercizio per i seguenti motivi:

  1. L’utilizzo del locale “discoteca” per la sola somministrazione appare un chiaro escamotage per eludere le regole di distanziamento sociale e anti contagio per riaprire comunque le aziende discoteca: appare evidente che il pubblico durante l’attività di spettacolo non starà immobile ma si sentirà legittimato (visto il luogo) a parteciperà alle esecuzioni attraverso forme di ballo spontaneo. Tale pratica avviene normalmente nei pubblici esercizi gestiti da imprenditori scorretti e fino a ieri è stata da noi denunciata e combattuta attraverso la segnalazione alle autorità con centinaia di esposti in tutta Italia.
  • Le discoteche, rinunciando alla licenza di Pubblico spettacolo e divenendo di fatto dei bar o ristoranti, perderanno la loro autorizzazione amministrativa per l’effettuazione del Pubblico Spettacolo e, conseguentemente, dovranno rispettare gli orari previsti dai vari regolamenti Comunali per il funzionamento dei Pubblici esercizi e delle manifestazioni accessorie agli stessi: orari, che a seconda del Comune di appartenenza e dalle giornate di esecuzione, variano tra le 23,00 e le 01,00. Tale norma è stata forse “dimenticata” dai propositori di questa inedita prassi che tuttavia dovranno adeguarsi e dunque sospendere le esecuzioni musicali dal vivo ad orari prestabiliti che non appartengono al pubblico spettacolo e quindi procedere poi alla sola esecuzione di musica di sottofondo.
  • L’assenza dell’autorizzazione di cui all’art. 68 TULPS non ci consentirà più di imporre un prezzo di ingresso o una consumazione obbligatoria o un aumento del prezzo delle consumazioni nei nostri locali, producendo di fatto l’incapacità delle nostre aziende di sostenere i costi derivanti dall’attivazione dei nostri impianti e delle nostre strutture che, certamente, non sono assimilabili a bar o ristoranti ma sono aziende complesse con altissimi costi di gestione.
  • Durante il periodo di chiusura totale dei negozi, coloro che erano rimasti aperti – vedasi grandi strutture di vendita di prodotti alimentari – erano stati costretti a isolare alcuni reparti (abbigliamento, generi di falegnameria, accessori, cartoleria, etc.) proprio per evitare illecita e sleale concorrenza nei confronti delle attività costrette alla chiusura dai vari DPCM. Quanto oggi accade è un’analoga situazione, per cui coloro che intendano esercitare attività di pubblico spettacolo, mediante la strategia sopra descritta, devono essere fermati in quanto tale attività risulterebbe attualmente preclusa e dunque illegittima e pertanto forme di “abuso autorizzato” non devono e non possono essere consentite.
  • Assointrattenimento è stata portatrice di proposte chiare e precise che consentirebbero la riapertura in sicurezza dei locali alle quali non è stata data ancora una risposta (allegato1);

Sentiamo il profondo dovere, anche intellettuale, di precisare e motivare la nostra posizione al fine di dissociarci da tale pratica di utilizzo delle discoteche, che a nostro avviso sfocerà in una situazione di dilagante illegalità e ci porrà allo stesso livello di coloro che fino a ieri abbiamo denunciato e contrastato.

Chiediamo invece che le discoteche vengano riaperte nella loro pienezza, nella loro funzione sociale, nell’ambito di regole certe e di precise predeterminate condizioni: i gestori di discoteche non devono essere spinti e costretti ad esercitare attività abusiva a causa dell’inerzia delle istituzioni ma, oggi più che mai, è necessario l’intervento immediato del Governo.

Ciò che non si vuole comprendere è che le conseguenze nefaste di questa inerzia decisionale e disinteresse per un settore che evidentemente è considerato marginale e privo di rilevanza sociale, non sono solo quelle già direttamente subite dalle nostre aziende e dai nostri lavoratori, ma in modo ancor più esponenziale saranno quelle che si produrranno su i principali utenti cui si rivolge la nostra attività. È a rischio la pace sociale, la certezza del diritto, il paese è nel caos: sono in pericolo i nostri 5 milioni di giovani che ogni week end frequentano le discoteche.

Le nostre aziende non producono beni materiali e neppure sono coinvolte in filiere produttive manifatturiere ma offrono divertimento, svago, aggregazione, ovvero emozioni che devono necessariamente intercettare la predisposizione e la propensione emotiva di ogni singolo avventore.

L’“aspetto strategico” del nostro comparto produttivo e quindi profondamente difforme da tutti gli altri settori, dovendo soddisfare i bisogni della parte di popolazione che intende svagarsi in sicurezza e avere una valvola di sfogo dopo un drammatico quanto penoso isolamento. Dovremmo essere quindi considerati dei fidati alleati del Governo anziché un comparto pericoloso da discriminare.

Conseguentemente chiediamo un intervento immediato per disinnescare attività di Pubblico Spettacolo esercitate abusivamente e, se compatibile con le norme anti contagio, l’immediata riapertura dei nostri locali.

Solo in questo modo si potrà consentire la sopravvivenza delle nostre aziende, cosi da preservare anche l’esistenza di quei luoghi, preordinati dalla legge, a essere sicuri ed idonei all’aggregazione. I nostri locali non sono un nemico da combattere ma sono il miglior alleato che lo Stato possa avere per la tutela dei nostri giovani e un avamposto di legalità nel mondo della notte e dell’intrattenimento.

            Saluti distinti.

            Cremona, 28 maggio 2020

                                                                                        ASSOINTRATTENIMENTO

                                                                                             f.to   IL PRESIDENTE

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20 maggio – NEWS DAL GOVERNO. APRIRANNO LE DISCOTECHE? I FATTI E LE RICHIESTE AL GOVERNO DI ASSOINTRATTENIMENTO

Martedì 19 maggio il nostro presidente Luciano Zanchi, accompagnato dal  past-president Antonio Degortes, ha incontrato, in conferenza, il Sottosegretario al MISE, la dott.ssa Alessandra Todde, che ha accolto positivamente e con grande interesse i nostri studi di settore e le proposte  avanzate per cercare di risollevare il settore dell’Intrattenimento.

A tal fine si è deciso di convocare rapidamente, comunque entro la prossima settimana, un tavolo di lavoro per uscire dalla intricata situazione che si è creata. Per la prima volta dal 23 febbraio si stanno attivando meccanismi reali (e non chiacchiere)  per cercare la soluzione alle intense problematiche intervenute con COVID -19.

Assointrattenimento ha avanzato ipotesi, come ben sapete e come sosteniamo sin dal 23 febbraio, per la soluzione in 3 fasi:

La prima fase fatta di aiuti a fondo perduto per le aziende oggi ancora chiuse e per i dipendenti – in particolare:

  • una sovvenzione alle nostre imprese – in misura pari al 20% del fatturato (da calcolarsi sulla base di quello maturato nel medesimo periodo dello scorso 2019)-  per tutti i mesi di attuale sospensione dell’attività di pubblico spettacolo (sospensione ancora oggi in vigore);
  • il prolungamento della cassa integrazione per tutti i sopra decritti addetti del nostro settore, oggi, di fatto, senza lavoro e senza futura prospettiva.

La seconda fase attuata in tempi rapidi rivolta allo studio e alla redazione di un protocollo che con la dovuta sensibilità consenta alle nostre aziende di essere profittevoli e ai nostri clienti di partecipare alle serate organizzate  in totale  sicurezza.

La terza fase che consenta un profondo e radicale cambiamento  in relazione alla fiscalità e all’aspetto amministrativo con particolare attenzione all’abusivismo ormai dilagante.

In particolare abbiamo segnalato al governo che:

  1. Dal 2000 a oggi, l’azione dei vari governi, a colpi di norme amministrative, vessazioni fiscali e continui inasprimenti delle regole, ha distrutto la capacità del settore di essere profittevole e quindi ha determinato la morte della nostra creatività e capacità di innovare, in favore di attività abusive che ognuno di noi ha potuto sovente riscontrare nelle piazze, nei circoli privati, nelle spiagge, nei locali d’imprenditori scorretti che, utilizzando impropriamente le autorizzazioni di sola somministrazione, organizzano in realtà  intrattenimenti abusivi.
  2. Il nostro settore è tartassato, essendo destinatario d’innumerevoli imposte e balzelli: ogni 100 € d’incasso, versiamo il 22% di iva, il 16% di imposta intrattenimenti, circa il 5% di Siae (diritto d’autore) e il 2% a SCF (diritti connessi al diritto d’autore) per un totale del 45% di prelievo immediato sui proventi della serata. A questi devono poi essere dedotti gli innumerevoli costi: personale, contribuzione, forniture energetiche, imposte comunali e regionali, affitti, spese di gestione (commercialisti, consulenti del lavoro ecc.), forniture e, sul poco che rimane, pagare il 60% di ulteriori imposte. È accettabile questa situazione? È mai possibile che un settore sia così vessato dallo Stato?
  3. La situazione non è mutata neppure con gli ultimissimi provvedimenti, non è vero che il Decreto “non ha lasciato indietro nessuno”: noi siamo stati completamente dimenticati!

Si afferma che il Governo ha fatto divenire visibili gli “invisibili” – e ci riferiamo ai lavoratori immigrati illegalmente in Italia, senza documenti e permesso di soggiorno che, nonostante non siano cittadini italiani, sono stati comunque ammessi al banchetto della solidarietà – cosi di fatto creando una nuova categoria di “invisibili”: le nostre aziende – le discoteche e i locali di pubblico spettacolo – unitamente a tutti i nostri dipendenti, assolutamente “abbandonati” pur essendo contribuenti e cittadini Italiani. Ciò è inaccettabile.

  • Anche le misure proposte con il D.L. “rilancio”  sono inique e del tutto sbilanciate: a titolo esemplificativo la cancellazione della rata IRAP è prevista per tutte le aziende a prescindere dal settore di appartenenza. Ma è mai possibile che il Governo non sia a conoscenza di come l’emergenza COVID-19 ha determinato in alcuni settori aumenti spropositati di fatturato? Si pensi ai supermercati e alla vendita di prodotti alimentari in genere, alle farmacie, alla produzione di sistemi di protezione individuale e a tanti altri settori coinvolti nella prevenzione. E’ dunque corretto e socialmente equo premiare imprese che hanno avuto innegabili vantaggi economici anziché soccorrere quei settori maggiormente colpiti come il nostro? Per non parlare dell’IMU ridotta solo per alberghi e spiagge: e le discoteche?
  • In estrema sintesi le nostre aziende sono state di fatto private di una componente essenziale del proprio patrimonio che si chiama “avviamento” e che, unitamente a quanto sopra descritto, ha creato una situazione insostenibile. Sono necessari dunque interventi specifici per il nostro particolare settore  – più appropriati e mirati di quegli spiccioli (concessi a pioggia) previsti dal D.L. “rilancio” – occorrono in sostanza immediati aiuti a fondo perduto: le nostre aziende sostengono affitti, costi di gestione e di manutenzione altissimi in assenza di un ben che minimo fatturato e nella totale assenza di una ben che minima previsione sulla riapertura delle nostre attività

#weareONLYentertainment

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ASSOINTRATTENIMENTO L’unica Associazione di categoria specializzata a difesa delle discoteche e dei locali di pubblico spettacolo – 19 maggio NEWS DALLA SICILIA –

#weareONLYentertainment

Con oggi, 20 maggio 2020 si è chiusa una 3 giorni di incontri davvero importanti per il settore intrattenimento.

Notevoli energie sono state profuse in modo particolare dal Presidente regionale Sicilia Gabriele d’Ambra, con il risultato che, attraverso l’ordinanza n. 21 del presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci, è stata formalmente espressa la volontà di riaprire le discoteche dal 8 giugno 2020. Da qui si passerà in questi giorni all’analisi del protocollo delle misure da adottare per la riapertura. Noi, al contrario di altre associazioni, crediamo che sia indispensabile la prosecuzione della nostra attività senza stravolgimenti radicali ovvero riteniamo necessario che i nostri clienti continuino a trovare “la discoteca” quando vengono nei nostri locali e non intendiamo snaturare il nostro lavoro e le nostre aziende, assumendo comportamenti che ci farebbero diventare dei grandi bar o ristoranti: no questo non è ammissibile. Credo che qualunque imprenditore che faccia attivamente questo lavoro è ben a conoscenza che senza l’incasso  del pubblico pagante, il divertimento in pista e la socializzazione che offriamo, le nostre aziende non andranno da nessuna parte: anzi così facendo si farebbe il gioco di chi, da anni, vuole distruggere il settore discoteche e stiamo parlando degli imprenditori scorretti di bar e ristoranti che si trasformano in discoteche e dei “circoli privati” che impunemente fanno attività commerciale senza le prescritte autorizzazioni.

Nella stessa giornata, il nostro Vice Presidente Gabriele D’Ambra, in videoconferenza, si è confrontato con la II Commissione – Bilancio della Regione Siciliana, con la presenza dell’assessore al Turismo e Spettacolo Manlio Messina. Per la prima volta, all’interno del parlamento siciliano, è stata nominata la parola Discoteca, con tutte le criticità del periodo che stiamo vivendo. Anche in questa occasione, l’attenzione e l’atteggiamento propositivo degli uditori, inclusi i loro interventi, ci fanno ben sperare che qualcuno in Italia abbia a cuore le sorti del nostro comparto, inclusi i nostri 180mila dipendenti ed i milioni di clienti che in ogni week end affollavano le nostre discoteche. Mercoledì 20, sempre in videoconferenza, lo stesso D’Ambra ha rappresentato la nostra categoria nella III Commissione – Attività Produttive, sempre della regione Sicilia.

Stiamo mettendo in campo tutte le nostre forze ed esperienze per difendere la categoria più colpita ed ignorata durante la pandemia. Non possiamo lasciare la nostra tutela a chi propone, al fine di una riapertura, la chiusura delle nostre piste da ballo e la riduzione delle nostre capienze. Ci siamo sempre vantati di essere l’UNICA associazione di categoria a difendere ESCLUSIVAMENTE gli interessi dell’intrattenimento e dopo aver letto le proposte di altre associazioni, la nostra posizione si fa sempre più decisa. Non possiamo permettere di farci rappresentare da chi ha dimenticato cosa vuol dire la parola DISCOTECA.

Vi aggiorneremo sugli sviluppi.

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DISCOTECHE, PUBBLICO SPETTACOLO E LOCALI ABUSIVI: ASSURDA LIBERALIZZAZIONE DEL SETTORE PROPOSTA A VERONA DAL CONSIGLIERE DELLA LEGA VELARDI

L’allarmante situazione causata dall’epidemia del Coronavirus in Italia, oltre alle gravi conseguenze sulla salute delle persone, ha prodotto gravissime ripercussioni economiche sulle imprese dell’intrattenimento.  A seguito dell’entrata in vigore dei provvedimenti governativi e legislativi diretti al contenimento della diffusione del COVID-19, le aziende del Pubblico Spettacolo hanno sospeso totalmente la propria attività a partire dal 23 febbraio 2020.

In questo contesto, il consigliere comunale Andrea Velardi, rappresentate della Lega, nonché Presidente Commissione temporanea Politiche Giovanili,  ha precisato la necessità di “nuove” regole e riflessioni sulle attuali per le problematiche inerenti l’acustica e la gestione dei locali quali ristoranti, bar, osterie trattorie e strutture di vario tipo che somministrano cibo e bevande, dando la possibilità di ampliare la limitazione degli orari con l’ausilio della musica, arrivando anche a proporre la concessione, da parte della Pubblica amministrazione, di 30 eventi l’anno ad ogni locale di sola somministrazione di alimenti e bevande, ovvero praticamente liberalizzando l’attività di Pubblico Spettacolo nella provincia di Verona.

Assointrattenimento, Associazione di categoria che raggruppa gli imprenditori di Pubblico Spettacolo, aderente a Confindustria,  ritiene quanto meno fantasiosa  e impraticabile  l’applicazione di tale teoria: in primo luogo sarebbe molto difficile conciliare l’aspetto della quiete pubblica e del riposo delle persone  data la forte concentrazione di Pubblici esercizi nel tessuto della città di Verona se gli stessi  non rispettassero le attuali norme in fatto di rumorosità,  ma quello che lascia ancora più perplessi riguarda l’aspetto della Sicurezza dei locali in cui si tiene un intrattenimento o uno spettacolo.

Forse il Consigliere non è a conoscenza che i luoghi laddove si effettua un intrattenimento, ad esempio una discoteca, devono essere progettati e costruiti attraverso il rispetto di intense norme relative alla sicurezza del pubblico partecipante, delle norme di inquinamento acustico nonché delle norme igieniche passando per una verifica da parte della Commissione di Viglianza sui Locali di  Pubblico Spettacolo e l’ottenimento successivo delle  autorizzazioni di cui all’art. 80 e 68  del T.U.L.P.S.. Dal punto di vista economico, realizzare un locale laddove avviene spettacolo e intrattenimento costa tre-quattro volte in più  rispetto alla costruzione di un normale Pubblico esercizio. Si tratterebbe dunque di autorizzare una sleale concorrenza ed incoraggiare l’abusivismo del già stremato settore dei locali di Pubblico Spettacolo.

Inoltre non crediamo che il Consigliere Velardi non sia a conoscenza delle linee politiche del leader del suo partito politico che, non molto tempo fa,  il 12 luglio scorso ha redatto un’Intesa Programmatica (presente anche oggi sul sito del Ministero dell’Interno) dove si evince l’esatto contrario ovvero il contrasto all’abusivismo nel settore e una lotta serrata ad ogni forma di intrattenimento posta fuori del quadro autorizzatorio.

Dare la possibilità ai bar o ristoranti di operare in orari illimitati e soprattutto integrare il tutto con la musica e spettacolo, ucciderebbe definitivamente il settore delle discoteche in Italia.

Anche Sergio Buio, noto imprenditore del settore dell’intrattenimento notturno dell’area del Lago di Garda, rileva che negli anni ‘90 le vere discoteche, in Italia,  erano più di 5000 mentre oggi sono dimezzate: pensiamo solo alla zona di Desenzano del Garda dove operavano ben  16 strutture ridotte oggi solo a una. Ed aggiunge:”Ci rendiamo conto di cosa significa a livello economico e di posti di lavoro? Ma anche tutto l’indotto legato alle strutture ricettive, negozi e quant’altro?”

Anche il Presidente Nazionale di Assointrattenimento Zanchi trova questa proposta assolutamente fuori luogo. Non si ritiene possibile dare la capacità a chiunque somministri cibi e bevande di diventare una sorta di discoteca, senza una organizzazione stabile e personale competente in grado di gestire i flussi di clientela,  senza assicurare le basiche misure di sicurezza, emergenza e evacuazione dei luoghi ove si tiene la manifestazione, oltre che di delle necessarie dotazioni antincendio e di  natura sanitaria.

Il consigliere leghista Velardi inoltre propone una Mozione presentata il 24 aprile 2021 firmata anche dal Capogruppo della Lega Anna Grassi di istituire il “Sindaco della notte” una sorta di sceriffo che controlli e gestisca il mondo della notte specificando addirittura l’orario dalle 18:00 alle 6 del mattino. A questo punto è da chiedersi il perché di tale proposta: il Sindaco Federico Sboarina non è in grado o non ha le competenze per assolvere in pieno il suo ruolo? Il Sindaco della Notte quali funzioni avrebbe? Quella di decidere chi può aprire e chi no? Una sorta di “far-west” dove questa nuova figura con deleghe speciali si trasformi in un Podestà che metta voce e eventuali veti su ciò che si possa fare o meno.

Uno scenario del tutto assurdo dove una già una complessa gestione dei locali verrebbe aggravata da ulteriori regole che darebbero adito  a personalismi e deroghe concesse arbitrariamente.

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PRIME INDICAZIONI SULLE PROCEDURE DI ACCESSO AI PRESTITI BANCARI PREVISTI DAL DECRETO LEGGE 8 APRILE 2020

Da una prima analisi del testo definitivo del c.d. “Decreto Liquidità”, emergono ulteriori restrizioni ai criteri di accesso alle garanzie del Fondo Centrale PMI, l’importo dei prestiti (fate bene attenzione: finanziamenti che comunque dovranno essere rimborsati unitamente ad un tasso d’interesse) sarà regolato da dei precisi limiti.

In primo luogo, l’entità del prestito dovrà rientrare nei seguenti alternativi parametri:

a)     il 25% del fatturato maturato nel 2019 dall’impresa richiedente/beneficiaria; 

b)   Il doppio dei costi del personale sostenuti dall’impresa richiedente/beneficiaria per il 2019 o dell’ultimo periodo rendicontabile. Diversamente, nell’ipotesi in cui l’impresa abbia iniziato la propria attività dopo il 31 dicembre 2018, si farà riferimento ai costi stimati per il personale nei primi due anni di attività. 

In secondo luogo, il finanziamento avrà durata massima di 6 anni, anche se il Governo ha preannunciato che intende chiedere all’ Unione Europea di estenderlo a 10 anni.  È inoltre consentito un preammortamento della durata di 24 mesi, mentre i tassi d’interesse variano, a seconda dell’entità del prestito, dal 0,2 al 1,00 dello spread. Le commissioni bancarie devono essere limitate al recupero dei costi della pratica. Il finanziamento coperto dalla garanzia dovrà essere destinato a sostenere costi del personale, investimenti o capitale circolante impiegati in aziende collocate in Italia. 

Si precisa che non potranno accedere alle descritte garanzie le imprese che, alla data del 31 dicembre 2019, rientravano nella categoria delle imprese in difficoltà ai sensi dell’attuale normativa europea e/o che, alla data del 29 febbraio 2020, risultavano presenti tra le esposizioni deteriorate presso il sistema bancario sempre a norma della disposizione UE. 

Ciò premesso, nel concreto le imprese che intendano beneficiare delle misure di cui sopra, dovranno: 

1)    redigere un’autocertificazione in cui descrivere l’entità del prestito richiesto e le ragioni che lo giustificano;

2)    predisporre una comunicazione nella quale indicare:

2.1  Valore del fatturato prodotto in Italia per gli anni 2018 e 2019;

2.2  Costi del personale (comprensivi di oneri) relativi agli anni 2018 e 2019.

Il finanziamento massimo ottenibile sarà dunque pari alla minore somma risultante dal confronto tra la media del fatturato degli ultimi 2 anni e il doppio della media del costo del personale degli ultimi 2 anni. Appare altresì opportuno allegare alla documentazione sopra descritta la copia degli ultimi due bilanci depositati.

Vi ricordiamo che per i finanziamenti anche al di sotto dei 25.000 euro, che non prevedono alcuna valutazione da parte del Fondo di Garanzia, resta comunque salva la facoltà delle banche di erogare o meno il prestito e che è confermata la possibilità di inviare la documentazione antimafia successivamente alla formale presentazione della richiesta di finanziamento.

Si conclude nel segnalare che i meccanismi sopra descritti, ad oggi, non sono ancora del tutto operativi poiché è necessario attendere il benestare definitivo dell’Unione Europea e l’aggiornamento della piattaforma telematica del Fondo di Garanzia. Si dovrà pazientare qualche giorno. Si consiglia comunque di inviare, alla banca con la quale si intrattengono rapporti di conto corrente attraverso una PEC, richiesta formale di accesso al finanziamento utilizzando le modalità ed i parametri sopra descritti.

Cremona, li 10 aprile 2020                                                  f.to Il Presidente Luciano Zanchi  

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AGGIORNAMENTO D.P.C.M. 1° APRILE 2020

Nel nostro costante impegno nel tenere aggiornati i nostri associati, segnaliamo come nella giornata di ieri il Presidente del Consiglio ha firmato il D.P.C.M 1 aprile 2020. 

In sostanza, con questo provvedimento, si sono prorogate le disposizioni contenute nei precedenti Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri del 8, 9, 11 e 22 marzo, oltre a quelle previste dall’ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 e dell’ordinanza del 28 marzo 2020 sempre del Ministro della Salute adottata unitamente al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La proroga è stata fissata sino al 13 aprile 2020 ed il decreto produrrà i suoi effetti a far tempo dal 4 aprile 2020. 

Per quanto attiene il nostro settore non vi è alcuna novità rilevante e, pertanto, per il contenuto dei provvedimenti prorogati, non possiamo che richiamare i nostri precedenti commenti a riguardo. 

Cremona, li 2 aprile 2020

Il Presidente

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Lettera ai nostri Associati

ASSOINTRATTENIMENTO
LE TRE FASI PER LA RIPRESA DEL NOSTRO SETTORE
 

Lettera del Presidente Zanchi a tutti gli associati 


Cari colleghi,
l’allarmante situazione causata dall’epidemia del Coronavirus in Italia, oltre alle gravi conseguenze sulla salute delle persone, sta producendo gravissime ripercussioni economiche sulle imprese dell’intrattenimento. 
In poco più di 24 ore, le nostre aziende, costantemente impegnate nell’offrire la migliore professionalità e il più alto livello di sicurezza ai nostri avventori, nonostante gli enormi sacrifici ed esborsi economici che la nostra categoria, da tempo, è costretta a subire, sono state immediatamente immolate sull’altare dell’emergenza, ancora una volta subito tacciate come il crogiolo di tutti i mali e, come sempre, subito costrette a chiudere ogni attività.
Lungi da me qualsivoglia intento polemico in questo contesto profondamente drammatico, sono assolutamente consapevole che stiamo vivendo un evento epocale, inedito, che solo alcuni mesi orsono nemmeno era immaginabile. Tuttavia nel mio ruolo istituzionale devo anche prendere delle posizioni e difendere, con fermezza, la nostra categoria soprattutto davanti a scelte normative che più delle volte evidenziano strategie improvvisate frutto di una palese carenza di cultura giuridica e di spirito delle istituzioni. 
Avevamo delle grandi aspettative a riguardo degli aiuti governativi promessi al nostro settore ma, quando il D.L. del 17 marzo è stato pubblicato, ci siamo resi conto come lo Stato non ha assolutamente compreso l’emergenza nella quale si trovano le nostre aziende.
In questo momento tuttavia è necessario agire con rigore e lucidità, non dobbiamo disperdere energie e risorse, anche perché l’emergenza sarà ancora lunga e insidiosa, e pertanto invito tutti gli associati ad assumere una atteggiamento responsabile e di fattiva collaborazione al fine di operare una effettiva sinergia con l’associazione indirizzando al mio e-mail personale presidente@assointrattenimento.it, tutti i suggerimenti, le iniziative e le proposte che si ritengano più opportune ed efficaci.  
Sotto il profilo operativo, io e i miei collaboratori abbiamo attuato una precisa strategia che si sviluppa nelle seguenti 3 fasi operative: 1° Fase: Informativa – massimo impegno diretto a rappresentare alle istituzioni, affinché ne divengano pienamente consapevoli, dell’enorme difficoltà e degli irreversibili danni subiti e subendi dalla nostra categoria a seguito della sospensione delle attività di pubblico spettacolo; 
2° Fase: Ricognitiva e di confronto – studio, analisi e predisposizione di emendamenti ai provvedimenti governativi, da attuarsi anche mediante incontri e confronti con le autorità preposte e le forze politiche, al fine di individuare ed evidenziare tutte le criticità, le omissioni e le lacune contenute nei citati provvedimenti in ordine all’assenza di idonee garanzie ed effettivi aiuti al nostro settore; 
3° Fase: Propositiva – individuazione e proposizione di concrete soluzioni al governo in materia fiscale e amministrativa, anche rivolte a risolvere le problematiche che, da anni, sono da noi state più volte evidenziate e denunciate. 
*
La prima fase è già stata ampiamente esaurita mediante numerosi incontri con le forze politiche e con le istituzioni. Sono state dettagliatamente rappresentate, unitamente a Confindustria, le necessità immediate del nostro settore. Abbiamo infatti presentato ai ministeri competenti, già nei primi giorni di marzo, uno studio analitico sulle nostre aziende, evidenziando il numero degli addetti impiegati nell’intrattenimento oltre a fornire una precisa stima delle perdite provocate dalla sospensione delle nostre attività. 
Questa strategia ha già ottenuto risultati concreti, posto che siamo riusciti a far si che i sostegni governativi al settore turismo – in un primo momento destinati solo agli alberghi, ai tour operator e alle agenzie viaggi – fossero estesi anche nei confronti delle nostre aziende. Proprio per questa opera di persuasione nel DL 17 marzo 2020 n. 18, come espressamente richiesto al Governo da ASSOINTRATTENIMENTO, il nostro settore è stato quindi ricompreso nelle agevolazioni.
*
La seconda fase, tuttora in atto, è un importante lavoro di studio, operato congiuntamente con Confindustria, rivolto alla presentazione di emendamenti al D.L. del 17 marzo (che dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni se avvallato dal Parlamento) aventi ad oggetto i seguenti aspetti:
(i) canoni di locazione – si richiede un credito d’imposta del 60% su quanto versato nel corso del 2020 per l’utilizzo di tutti gli immobili in locazione e destinati al Pubblico Spettacolo;
(ii) sospensione del pagamento degli affitti, delle pigioni, compresi i canoni demaniali e degli oneri assimilati per tutta la durata dell’emergenza, anche attraverso uno specifico intervento normativo che inibisca azioni da parte dei locatori per tutte le aziende che risultassero morose a causa della sospensione della propria attività di pubblico spettacolo;  
(iii) sospensione del versamento delle imposte e delle tasse per l’anno 2020;
(iv) sospensione degli adempimenti fiscali e contributivi per l’anno 2020;
(v) sospensione dei mutui e di tutte le altre tipologie di finanziamento, unitamente all’inibizione agli istituti di credito della possibilità di revocare affidamenti di conto e/o linee di credito, il tutto con proroga al 31/12/2020; 
(vi) possibilità di accedere a nuove linee di credito, al fine di assicurare quella liquidità indispensabile per la sopravvivenza delle nostre aziende;  
(vii) sburocratizzazione mediante la possibilità di compilazione e inoltro delle domande di CIG semplificate, per l’accesso alla cassa integrazione salari in favore dei nostri dipendenti;
(viii) semplificazione e velocizzazione delle procedure per i rimborsi I.V.A. a credito alle aziende.
Nella giornata di ieri, è inoltre stato preannunciato dal Presidente Conte l’imminente emissione di nuovo D.L. con previsione di ingenti aiuti per i settori economici italiani: terremo alta la guardia perché il nostro settore non sia escluso dai futuri provvedimenti.
In particolare, sarà nostra priorità far comprendere al Governo e alle istituzioni tutte che il Pubblico Spettacolo si differenzia da altri settori per la peculiarità dell’attività ad esso collegata che riguarda direttamente l’aspetto aggregativo, sociale ed interpersonale dei soggetti. Le nostre aziende non producono beni materiali ma forniscono divertimento e benessere che coinvolge quindi l’emotività delle persone profondamente turbata dalla situazione drammatica che qui stiamo vivendo. 
Dunque la ripresa delle nostre aziende sarà ovviamente più complessa e lunga, dovendo attendere che la società si riprenda dai lutti e dai traumi che sta attualmente subendo e, pertanto, le istituzioni dovranno necessariamente tenere conto di questo specifico aspetto cosi prevedendo particolari e adeguati interventi per il nostro settore. *
La terza fase sarà invece orientata a ribadire al Governo le annose criticità, da anni rappresentate da ASSOINTRATTENIMENTO, e purtroppo non ancora risolte.
Il settore dell’intrattenimento notturno necessita di un intervento straordinario dello Stato per evitare l’estinzione. Tale intervento deve svilupparsi su due fronti fondamentali: la Fiscalità e l’aspetto Amministrativo.
A) FISCALITÀ
Per la resurrezione delle nostre imprese servono interventi di intenso coraggio che individuino provvedimenti del Governo incisivi e efficaci per gli imprenditori quali:
1) Riduzione dell’aliquota IVA dal 22% a quella agevolata del 10%;
2) abolizione dell’anacronistica Imposta sugli Intrattenimenti oggi pari al 16%;
3) certificazione dei corrispettivi con il solo scontrino fiscale, eliminando tutte le criticità tecniche ed economico-commerciali connesse ai misuratori fiscali evidenziate nell’art. 3, comma 3 bis del D.L. 31 gennaio 2005 n. 7, convertito dalla legge 31 marzo n. 43 e ben note all’Agenzia delle Entrate, come da circolare esplicativa n. 37 e non superate nonostante siano trascorsi oltre 12 anni dalla definitiva entrata in vigore dei misuratori fiscali (2 aprile 2005);
4) nuova regolamentazione dei compiti e dei poteri della SIAE: 
a) nessun altro settore riguardante l’esercizio di attività commerciali, industriali, agricole, artistiche o professionali è sottoposto a continue verifiche durante ogni singola giornata di attività. È necessaria un’immediata riforma specialmente per quanto riguarda i poteri di accesso e la loro frequenza, nel rispetto del principio di cooperazione fra amministrazione e contribuente;
b) in ordine al il rilascio del Permesso ad eseguire Pubblici Trattenimenti, obbligo alla Siae di richiedere preventivamente copia delle licenze di Pubblico Spettacolo di cui all’art 68 del TULPS a tutti gli organizzatori di serate musicali;
c) orientare l’azione della SIAE al fine che divenga priva di inutili pretestuosità legate al maggiore incasso di altri diritti utilizzando una posizione dominante favorita dall’attuale Convenzione S.I.A.E.- Ministero delle Finanze. B) ASPETTO AMMINISTRATIVO
È necessario rifondare l’intero assetto normativo del nostro settore. 
L’odierno ordinamento giuridico si contraddistingue per la presenza di migliaia e migliaia di norme, tuttavia questa circostanza non esclude che spesso, in alcuni campi, la normativa vigente presenti ancora delle gravi lacune e delle oggettive carenze. Infatti l’organizzazione di feste abusive e l’eccessivo permissivismo delle pubbliche amministrazioni soprattutto in ambito comunale, provinciale e regionale, sta gravemente ledendo gli interessi della nostra categoria e sta anche aprendo delle vere e proprie voragini di illegalità̀ soprattutto nel mondo dei locali notturni. 
Per anni si è voluto vedere solo nella discoteca azienda la ragione di tutti i mali. Un colpo per volta amministratori e politici hanno demolito la possibilità̀ che esistessero aziende della notte, sane e condotte con professionalità.  
Il risultato è che oggi i ragazzi trovano l’effetto “movida” dappertutto: sulle spiagge, in locali (bar, ristoranti e circoli privati) dove si effettua intrattenimento e spettacolo in modo abusivo, in feste non autorizzate, nelle piazze delle città divenute in gran parte teatro di veri e propri rave-party ogni sabato sera. Di conseguenza il marketing criminoso della droga è l’illegalità diffusa sono aumentati a dismisura e la cultura dello sballo è divenuta uno stile di vita. 
Senza una rete di aziende sane e profittevoli il contesto della notte rimarrà nelle mani di soggetti improvvisati e di una ritualità a rischio. Solo la discoteca azienda può costituire un avamposto per controllare da vicino e in tempo reale le tattiche criminose di chi, seguendo la strada della musica, vuole in realtà fare business sulla pelle dei giovani. 
Si deve, una volta per tutte stabilire chi fa e cosa! 
È assolutamente necessario, sia sotto il profilo degli orari, della capacità organizzativa di eventi musicali e di assembramento ed aggregazione dei nostri giovani, che il “Pubblio Spettacolo” avvenga solo in luoghi sicuri e non certamente nei bar e nei ristoranti.
Ciò non era tecnicamente possibile fino a qualche anno fa in quanto i locali di somministrazione terminavano la propria attività alle ore 24 durante la settimana ed alle ore 01,00 nei week end. Infatti l’apertura degli stessi era prevista dal mattino presto alla tarda sera, ritenendosi che tali esercizi avessero esaurientemente svolto la propria funzione sia commerciale che sociale. 
Al contrario oggi esistono esercizi che iniziano la loro attività alle ore 5 del mattino con le colazioni e procedono a ritmo continuo fino alle ore 3/4 del mattino successivo, travestendosi al bisogno in discoteche e non rispettando i requisiti di igiene, di solidità e di sicurezza che sono doverosamente imposti dalla legge. 
Ciò non è più tollerabile. 
Cremona, 26 marzo 2020
Il Presidente Nazionale 
Luciano Zanchi      

Notizie

Nuovo Decreto Legge in vigore da oggi

DECRETO-LEGGE 25 marzo 2020, n. 19  
Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00035) (GU Serie Generale n.79 del 25-03-2020)
Entrata in vigore del provvedimento: 26/03/2020

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; 
Visto l’articolo 16 della Costituzione, che consente limitazioni
della liberta’ di circolazione per ragioni sanitarie; 
Tenuto conto che l’organizzazione mondiale della sanita’ ha
dichiarato la pandemia da COVID-19; 
Preso atto dell’evolversi della situazione epidemiologica, del
carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e dell’incremento
dei casi e dei decessi notificati all’Organizzazione mondiale della
sanita’; 
Ritenuta la straordinaria necessita’ e urgenza di emanare nuove
disposizioni per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19,
adottando adeguate e proporzionate misure di contrasto e contenimento
alla diffusione del predetto virus; 
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione del 24 marzo 2020; 
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del
Ministro della salute, di concerto con i Ministri della giustizia e
dell’economia e delle finanze; 

Emana 
il seguente decreto-legge: 

Art. 1 

Misure urgenti per evitare la diffusione del COVID-19 

1. Per contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla
diffusione del virus COVID-19, su specifiche parti del territorio
nazionale ovvero, occorrendo, sulla totalita’ di esso, possono essere
adottate, secondo quanto previsto dal presente decreto, una o piu’
misure tra quelle di cui al comma 2, per periodi predeterminati,
ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e
modificabili anche piu’ volte fino al 31 luglio 2020, termine dello
stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri
del 31 gennaio 2020, e con possibilita’ di modularne l’applicazione
in aumento ovvero in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico
del predetto virus. 
2. Ai sensi e per le finalita’ di cui al comma 1, possono essere
adottate, secondo principi di adeguatezza e proporzionalita’ al
rischio effettivamente presente su specifiche parti del territorio
nazionale ovvero sulla totalita’ di esso, una o piu’ tra le seguenti
misure: 
a) limitazione della circolazione delle persone, anche prevedendo
limitazioni alla possibilita’ di allontanarsi dalla propria
residenza, domicilio o dimora se non per spostamenti individuali
limitati nel tempo e nello spazio o motivati da esigenze lavorative,
da situazioni di necessita’ o urgenza, da motivi di salute o da altre
specifiche ragioni; 
b) chiusura al pubblico di strade urbane, parchi, aree gioco,
ville e giardini pubblici o altri spazi pubblici; 
c) limitazioni o divieto di allontanamento e di ingresso in
territori comunali, provinciali o regionali, nonche’ rispetto al
territorio nazionale; 
d) applicazione della misura della quarantena precauzionale ai
soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di
malattia infettiva diffusiva o che rientrano da aree, ubicate al di
fuori del territorio italiano; 
e) divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o
dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena perche’
risultate positive al virus; 
f) limitazione o divieto delle riunioni o degli assembramenti in
luoghi pubblici o aperti al pubblico; 
g) limitazione o sospensione di manifestazioni o iniziative di
qualsiasi natura, di eventi e di ogni altra forma di riunione in
luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico,
sportivo, ricreativo e religioso; 
h) sospensione delle cerimonie civili e religiose, limitazione
dell’ingresso nei luoghi destinati al culto; i) chiusura di cinema, teatri, sale da concerto sale da ballo,discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi o altri analoghi luoghidi aggregazione; l) sospensione dei congressi, di ogni tipo di riunione o evento
sociale e di ogni altra attivita’ convegnistica o congressuale, salva
la possibilita’ di svolgimento a distanza; 
m) limitazione o sospensione di eventi e competizioni sportive di
ogni ordine e disciplina in luoghi pubblici o privati, ivi compresa
la possibilita’ di disporre la chiusura temporanea di palestre,
centri termali, sportivi, piscine, centri natatori e impianti
sportivi, anche se privati, nonche’ di disciplinare le modalita’ di
svolgimento degli allenamenti sportivi all’interno degli stessi
luoghi; 
n) limitazione o sospensione delle attivita’ ludiche, ricreative,
sportive e motorie svolte all’aperto o in luoghi aperti al pubblico; 
o) possibilita’ di disporre o di affidare alle competenti
autorita’ statali e regionali la limitazione, la riduzione, la
sospensione o la soppressione di servizi di trasporto di persone e di
merci, automobilistico, ferroviario, aereo, marittimo, nelle acque
interne, anche non di linea, nonche’ di trasporto pubblico locale; 
p) sospensione dei servizi educativi per l’infanzia di cui
all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e delle
attivita’ didattiche delle scuole di ogni ordine e grado, nonche’
delle istituzioni di formazione superiore, comprese le universita’ e
le istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di
corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e
universita’ per anziani, nonche’ i corsi professionali e le attivita’
formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali
e da soggetti privati, o di altri analoghi corsi, attivita’ formative
o prove di esame, ferma la possibilita’ del loro svolgimento di
attivita’ in modalita’ a distanza; 
q) sospensione dei viaggi d’istruzione, delle iniziative di
scambio o gemellaggio, delle visite guidate e delle uscite didattiche
comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di
ogni ordine e grado sia sul territorio nazionale sia all’estero; 
r) limitazione o sospensione dei servizi di apertura al pubblico
o chiusura dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di
cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio,
di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonche’
dell’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o
gratuito a tali istituti e luoghi; 
s) limitazione della presenza fisica dei dipendenti negli uffici
delle amministrazioni pubbliche, fatte comunque salve le attivita’
indifferibili e l’erogazione dei servizi essenziali prioritariamente
mediante il ricorso a modalita’ di lavoro agile; 
t) limitazione o sospensione delle procedure concorsuali e
selettive finalizzate all’assunzione di personale presso datori di
lavoro pubblici e privati, con possibilita’ di esclusione dei casi in
cui la valutazione dei candidati e’ effettuata esclusivamente su basi
curriculari ovvero con modalita’ a distanza, fatte salve l’adozione
degli atti di avvio di dette procedure entro i termini fissati dalla
legge, la conclusione delle procedure per le quali risulti gia’
ultimata la valutazione dei candidati e la possibilita’ di
svolgimento dei procedimenti per il conferimento di specifici
incarichi; 
u) limitazione o sospensione delle attivita’ commerciali di
vendita al dettaglio, a eccezione di quelle necessarie per assicurare
la reperibilita’ dei generi agricoli, alimentari e di prima
necessita’ da espletare con modalita’ idonee ad evitare assembramenti
di persone, con obbligo a carico del gestore di predisporre le
condizioni per garantire il rispetto di una distanza di sicurezza
interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il
rischio di contagio; 
v) limitazione o sospensione delle attivita’ di somministrazione
al pubblico di bevande e alimenti, nonche’ di consumo sul posto di
alimenti e bevande, compresi bar e ristoranti; 
z) limitazione o sospensione di altre attivita’ d’impresa o
professionali, anche ove comportanti l’esercizio di pubbliche
funzioni, nonche’ di lavoro autonomo, con possibilita’ di esclusione
dei servizi di pubblica necessita’ previa assunzione di protocolli di
sicurezza anti-contagio e, laddove non sia possibile rispettare la
distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a
prevenire o ridurre il rischio di contagio come principale misura di
contenimento, con adozione di adeguati strumenti di protezione
individuale; 
aa) limitazione allo svolgimento di fiere e mercati, a eccezione
di quelli necessari per assicurare la reperibilita’ dei generi
agricoli, alimentari e di prima necessita’; 
bb) specifici divieti o limitazioni per gli accompagnatori dei
pazienti nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e
accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS); 
cc) limitazione dell’accesso di parenti e visitatori a strutture
di ospitalita’ e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA),
hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per
anziani, autosufficienti e non, nonche’ agli istituti penitenziari ed
istituti penitenziari per minorenni; 
dd) obblighi di comunicazione al servizio sanitario nazionale nei
confronti di coloro che sono transitati e hanno sostato in zone a
rischio epidemiologico come identificate dall’Organizzazione mondiale
della sanita’ o dal Ministro della salute; 
ee) adozione di misure di informazione e di prevenzione rispetto
al rischio epidemiologico; 
ff) predisposizione di modalita’ di lavoro agile, anche in deroga
alla disciplina vigente; 
gg) previsione che le attivita’ consentite si svolgano previa
assunzione da parte del titolare o del gestore di misure idonee a
evitare assembramenti di persone, con obbligo di predisporre le
condizioni per garantire il rispetto della distanza di sicurezza
interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il
rischio di contagio; per i servizi di pubblica necessita’, laddove
non sia possibile rispettare tale distanza interpersonale, previsione
di protocolli di sicurezza anti-contagio, con adozione di strumenti
di protezione individuale; 
hh) eventuale previsione di esclusioni dalle limitazioni alle
attivita’ economiche di cui al presente comma, con verifica caso per
caso affidata a autorita’ pubbliche specificamente individuate. 
3. Per la durata dell’emergenza di cui al comma 1, puo’ essere
imposto lo svolgimento delle attivita’ non oggetto di sospensione in
conseguenza dell’applicazione di misure di cui al presente articolo,
ove cio’ sia assolutamente necessario per assicurarne l’effettivita’
e la pubblica utilita’, con provvedimento del prefetto assunto dopo
avere sentito, senza formalita’, le parti sociali interessate.  

Notizie

DISCOTECHE E CONTRATTI DI AFFITTO: COSA FARE ?

Alla luce del parere dello studio dell’avv. Massimo Nicoli (qui allegato in pdf),  da noi interpellato per cercare di fare chiarezza nei comportamenti da assumere nei confronti dei Concedenti unità immobiliari o aziende in affitto, si consiglia di inviare al concedente una lettera raccomandata o una PEC nella quale si specificano le condizioni in cui si trova la nostra azienda e si specifica altresì di non avere risorse per pagare i canoni di locazione per il prossimo periodo di forzata chiusura.A vostro libera scelta il richiedere una sospensione o uno sconto sull’affitto dovuto che ,comunque, sarà solo la trattativa e l’accordo con il proprietario dell’immobile o dell’azienda che innescherà processi eventualmente riduttivi sulle pigioni. Se siete associati, in regola con i pagamenti all’associazione,  scrivete in privato a presidente@assointrattenimento.it per ricevere una bozza fac-simile della lettera che, dopo le vostre opportune valutazioni, potreste inviare ai concedenti.Sono a disposizione, per quanto possibile, per tutte le vostre necessità.

Il Presidente Luciano Zanchi

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DISCOTECHE VIRTUOSE NELLA LOTTA AL CORONA VIRUS FANNO APPELLO AI CLIENTI PER CHI AGGIRA IL DIVIETO

Assointrattenimento- Confindustria: è richiesta l’onestà intellettuale di tutti coloro che fanno impresa, oltre alla collaborazione degli avventori. Si tratta di un atto di responsabilità sociale: se il contagio avviene laddove ci sono affollamenti, evitiamo di frequentare chi approfitta della circostanza per aggirare i provvedimenti del governo a discapito della salute di tutti. L’allarme di contagio del Coronavirus in Italia, oltre alle gravi conseguenze sulla salute delle persone, sta producendo gravissime ripercussioni economiche alle imprese dell’intrattenimento. 
Le nostre imprese sono pronte a fare la propria parte ma qualche cosa evidentemente non funziona. 
Senza nulla contestare in merito alle politiche sanitarie di contenimento del Virus, alle quali le discoteche aderenti ad ASSOINTRATTENIMENTO si sono responsabilmente adeguate, non si può non osservare quanto accade.
Se la ratio delle disposizioni di urgenza è quella di contenere la diffusione del virus attraverso la limitazione di assembramenti di persone in luoghi pubblici e privati, ciò dovrebbe valere per tutti e anche per quei bar e ristoranti (luoghi non deputati all’intrattenimento) che, approfittando della chiusura delle discoteche, intendano organizzare concerti, serate musicali e spettacoli, ad esempio in occasione dell’ imminente 8 marzo “festa della donna” (cosi nei fatti creando pericolosi affollamenti difficilmente gestibili). Dunque anche queste pericolose situazioni devono essere necessariamente impedite in nome della Pubblica Salute.
Proprio per questo ci rivolgiamo ai nostri clienti chiedendo di non partecipare a tali eventi e di prontamente segnalare eventuali abusi alle autorità preposte poichè l’interesse primario è la salute di tutte le nostre città.
Attualmente, il numero complessivo di aziende effettivamente operanti nell’attività di Pubblico Spettacolo risulta pari a 3000 unità, con un fatturato annuo di 2 miliardi e 800 milioni e un’occupazione di circa 90.000 dipendenti, ma le difficoltà e i danni economici non si limitano al solo nostro settore, colpendo anche tutta la sottesa e connessa filiera. 
Locali chiusi significa incassi azzerati: ovvero collasso di tutto il settore; forse e purtroppo in favore dei soliti “furbetti all’italiana”.
La stima dei mancati introiti nei due week end di sospensione dell’attività a causa dei provvedimenti di urgenza dalle autorità nella sola “zona gialla” è pari a circa € 49.000.000,00 con un gettito di I.V.A. non incassato dall’erario pari a circa € 10.700.000,00. Il numero dei dipendenti rimasti SENZA LAVORO dal 23 febbraio 2020 risulta essere di n. 43.000 unità.
Concludiamo col ringraziare tutte le persone che vorranno unirsi a noi nella denuncia di pratiche contrarie alle norme di urgenza adottate in questo drammatico momento, ricordando anche l’elogio espresso dal nostro Presidente L. Zanchi nei confronti di tutti gli imprenditori che sono riusciti a resistere in questi anni di demonizzazione dei locali notturni, accusati di essere i protagonisti del disastro sociale giovanile (dalla droga all’alcol, alle stragi del sabato sera) e demoliti da politiche e leggi talvolta assurde: tenete duro, siamo con voi.